Governo Renzi accoglie Verdini e perde consensi

26 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Dall’ultimo sondaggio realizzato da Ixé emerge che il giudizio degli italiani sull’operato del governo Renzi, in carica da due anni, è sotto la sufficienza. Dopo la spaccatura sul disegno di legge sulle unioni civili alle coppie omosessuali, il ddl Cirinnà, il Partito Democratico deve ora vedersela con le polemiche intestine sull’alleanza con Denis Verdini, ex forzista ed ex coordinatore del PdL.

L’ex capogruppo del PD alla Camera, Roberto Speranza, ha chiesto un congresso per discutere del futuro del partito dopo che il politico conservatore, un tempo acerrimo nemico politico, è stato accolto nella maggioranza di governo.

Il leader del gruppo dei cosiddetti bersaniani, ala del partito di centro sinistra guidata dal vincitore (a metà) delle ultime elezioni Pier Luigi Bersani, nonché tra i capofila della minoranza del PD, ha così sbottato: “Non si può più stare zitti, serve una discussione sull’identità del partito”. Il sostegno del gruppo Ala che fa capo al senatore Verdini è un fatto giudicato “molto grave“.

Il PD è prossimo alla spaccatura e le intenzioni di voto non per niente danno il MoVimento 5 Stelle in ripresa, evitando il temuto scivolone di popolarità per le ultime azzardate mosse parlamentari. Alcune associazioni di gay e lesbiche hanno detto di essersi sentite tradite alla decisione del partito di non votare a favore dell’emendamento Marcucci che avrebbe sveltito l’iter parlamentare.

Il no è stato giustificato dai capigruppo del movimento: votando il ‘supercanguro’ avrebbero violato il regolamento parlamentare. Così facendo hanno però nei fatti spinto il PD a stringere un patto con l’ala conservatrice della coalizione di governo (Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano e ramo “Cattodem” del PD) per un testo monco, senza il controverso capitolo 5 sulla stepchild adoption, l’adozione del figlio naturale del partner. Un provvedimento che Alfano ha polemicamente definito “contro natura”.

Primo partito l’astensionismo

Il Partito Democratico è sempre dato in vantaggio nelle intenzioni di voto, ma continua a perdere quota: rispetto a una settimana fa vanta lo 0,2% dei consensi in meno, attestandosi al 33,7%. Il Movimento 5 Stelle prosegue nella sua rimonta, guadagnando un altro 0,1%, che vuol dire 24,5% e seconda forza politica del paese, il che le consentirebbe di andare al ballottaggio.

Ancora buono il risultato per la Lega Nord di Matteo Salvini, che con un miglioramento del +0,7% si porta al 14,5%. In calo invece un’altra forza del blocco di destra-centro destra, Forza Italia, in ribasso dello 0,3% rispetto a una settimana prima (11,5%).

Brutta settimana anche per Sinistra Italiana, che perde lo 0,4% portandosi al 4,7%. Scende anche Fratelli d’Italia, meno 0,2% che si traduce in un 4%. Un po’ meglio va ai centristi di Area Popolare (Ncd e Udc), che aumenta la propria percentuale dello 0,4%, attestandosi al 2,3%. Minimo aumento per Rifondazione Comunista, all’1,2%. Leggero rialzo anche per la rediviva Italia dei Valori, all’1,1%, e per i Verdi, allo 0,8%. Scelta Civica sempre ferma allo zero virgola (0,3%).

Come al solito a stravincere sarebbe l’astensionismo. È infatti ulteriormente sceso il tasso di affluenza alle urne: se sette giorni fa era del 63,6%, oggi sarebbe al 61,9%. Con un 38,1% i non votanti sono il primo partito d’Italia.

Governo Renzi sotto la sufficienza

In una scala da 1 a 10 il giudizio dei due anni di amministrazione Renzi è sotto la sufficienza. È infatti di 5,8 il voto medio assegnato dal campion e degli intervistati al governo.

Il campione è stato anche interpellato sui temi attualità. Il 68% si è dichiarato contrario alla stepchild adoption per le coppie dello stesso sesso, mentre il 29% è favorevole e un 3% è indeciso.