Governo incassa la fiducia sulla manovra

14 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – L’Aula della Camera ha approvato la fiducia al governo sulla manovra da $74 miliardi, con 316 voti favorevoli e 302 contrari.

La seduta dell’assemblea di Montecitorio riprendera’ alle alle 15. A partire dalle 18,30 sono previste le dichiarazioni di voto sul provvedimento in diretta televisiva e a seguire il voto finale sulla manovra, che dovrebbe tenersi intorno alle 19.40.

Per la maggioranza e’ stato il secondo miglior risultato dopo la scissione di Fli: solo il 21 giugno scorso, per il decreto sviluppo, era andata oltre con 317 voti.

L’opposizione ha fatto registrare invece un nuovo picco, dopo i 311 voti raggiunti lo scorso 14 dicembre con la mozione di sfiducia al governo; da allora non aveva mai superato quota 300.

Oggi si e’ registrata tra l’altro la convergenza dei deputati delle minoranze linguistiche che nelle ultime fiducie si erano astenuti. Undici i deputati assenti: 2 di Fli (Chiara Moroni e Mirko Tremaglia), 6 del gruppio misto (tra cui i due esponenti di Forza Sud Francesco Stagno d’Alcontres e Ugo Grimaldi, e l’ex Fli Afoldo Urso), 2 del Pdl (di cui uno e’ Alfonso Papa, il deputato detenuto da luglio) e 1 dell’Udc (Luca Volonte’).

Presenti al 100 per cento i gruppi di Pdl, Idv e Popolo e territorio.

I mercati reagiscono bene, ma il costo che l’Italia deve pagare per prendere denaro in prestito e’ ancora molto alto. Ieri nell’emissione di Bot a 12 mesi per 3,9 miliardi di euro i rendimenti sono saliti a una cifra record del 5,6%, in rialzo dal 4,93% dell’ultima asta (tenutasi il 14 luglio scorso).

La manovra prevede tra le altre cose, un aumento dell’eta’ pensionabile, quello dell’iva, contributo di solidarieta’ per i ricchi e il discusso articolo 8.

Su quest’ultimo punto i sindacati sono ancora divisi. Contraria su tutti i fronti la Cigl, che vede un attacco all’articolo 18 nell’articolo 8 della manovra bis (dove si parla di deroga al contratto aziendale, per facilitare i licenziamenti) e una messa in discussione vera e propria sullo statuto dei lavoratori.

Nell’articolo 8 si consente ai sindacati rappresentativi (Cigl, Cisl e Uil) nelle aziende di fare accordi che permettono di derogare sia al contratto di lavoro che alla legge vigente (articolo 18).