Dietrofront governo: ha capito che “finanza per la crescita” non funziona?

31 Maggio 2016, di Alberto Battaglia

ROMA (WSI) – Sarà probabilmente rinviato il varo delle prime misure del pacchetto “finanza per la crescita”, che punta a stimolare gli investimenti privati. Il Consiglio dei ministri odierno, a differenza di quanto precedentemente annunciato ieri dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Tommaso Nannicini, potrebbe prendere altro tempo prima di licenziare i primi provvedimenti. Faranno forse eccezione i provvedimenti urgenti per l’Ilva in vista del termine per la presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisto il prossimo 23 giugno.

A giustificare il rinvio ci sono una serie di capitoli che necessitano di ulteriori elaborazioni, come quello sulla creazione del mercato secondario dei crediti che andrebbe a liberalizzare gli acquisti a una clientela non professionale. Restano consolidate, invece le agevolazioni fiscali per le famiglie che investono in obbligazioni societarie: l’esenzione dell’imposta sul capital gain dovrebbe essere garantita a coloro che investono almeno cinque anni una cifra compresa fra i 30 e i 150mila euro in fondi di equity o obbligazioni societarie.

La novità, rispetto a quanto era trapelato nelle precedenti indiscrezioni, è che questo schema non verrebbe applicato solo alle Pmi, data la rimozione del limite a 300 milioni di ricavi annui per i titoli interessati dalla futura esenzione.

A favore delle startup sarebbe pronto anche lo schema delle “aziende-sponsor” che, a fronte dell’acquisto di almeno il 20% delle quote per tre anni potrebbero scaricare fiscalmente tutte le eventuali perdite derivanti da tale investimento. Gli investimenti in ricerca, resta confermato, vedranno allargato il credito d’imposta anche alle multinazionali che che investano attraverso “un impresa residente”, anche se su commissione di una non residente.

Dovrebbe essere stabilizzato, infine, il bonus che riduce del 30% il reddito imponibile dei “cervelli che tornano in Italia” valido per dipendenti e lavoratori autonomi o imprenditori impiegati in ruoli direttivi o che hanno una “qualifica per la quale sia richiesta alta qualificazione o specializzazione”.