Golden power nazionale: contrasto alla pirateria d’impresa

14 Ottobre 2017, di Giovanni Falcone

Golden power nazionale: contrasto alla pirateria d’impresa!

 

L’hi-tech di ultima generazione ha dato la sveglia a mezza Europa, circa la necessità di proteggersi da attacchi sconsiderati di scalate ostili per società quotate sul mercato mondiale.

Nelle more di regole condivise a livello europeo che la Commissione vorrà intraprendere, il nostro Paese, al pari della Germania e della Francia ha deciso di intervenire attraverso l’esercizio di “poteri speciali”, la Golden power per l’appunto, finalizzati a salvaguardare il nostro know how di imprese quotate, considerate strategiche per il sistema Italia.

E’ stato stabilito per esempio che, laddove si superi il 10% di partecipazione al capitale, scattino una serie di adempimenti, a cominciare da una “comunicazione” da fare entro dieci giorni alla Consob, andando a integrare il Testo unico della finanza.

L’anzidetta comunicazione dovrà contenere:

  • I modi di finanziamento dell’acquisizione;
  • Se si agisce da soli o in concerto;
  • se si intende fermare gli acquisti o proseguirli nonché se si intende acquisire il controllo o comunque esercitare un’influenza sulla gestione della società, le intenzioni per quanto riguarda eventuali accordi e patti parasociali, se si intende proporre l’integrazione o la revoca degli organi amministrativi o di controllo.

Il responsabile del Mise, Carlo Calenda, ha tenuto a precisare che la Golden power esercitata, risponde alla fondamentale ed urgente esigenza di mettere in sicurezza gli asset strategici del Paese. In tal senso, posto che questi poteri speciali riguardano acquisizioni di “aziende private”, con appositi e successivi regolamenti verranno individuati i settori di particolare interesse come le infrastrutture critiche o sensibili (si pensi ai trasporti e telecomunicazioni), immagazzinamento e gestione dati di talune tecnologie, compresa la intelligenza artificiale, la sicurezza in  rete, la tecnologia spaziale e nucleare etc.

Secondo queste nuove norme appena introdotte, in futuro, il Governo potrà anche arrivare ad opporsi a talune “acquisizioni”.

Il tutto andrà ad integrare il contenuto dell’art.1 del Decreto legge n.21/2012 con apposito provvedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri – con il concerto dei Ministeri degli Interni, Difesa e Sviluppo economico – relativo a “Poteri speciali nei settori della difesa e sicurezza nazionale”.

Conclusioni 

Per quanto trattasi di una iniziativa ragionevole e doverosa da parte di uno Stato chiamato a proteggere l’intera comunità nazionale, appare indubbia la difficoltà di comprendere appieno l’origine delle provviste finanziarie messe in campo per l’acquisizione.

Il rischio di infiltrazioni di soggetti a rischio – criminalità organizzata compresa – oltre a Paesi ostili rimane comunque alto.

Ogni cautela possibile non è mai abbastanza!