Gli stress test sulle banche… tutto da rifare

25 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – L’Irlanda ha deposto le armi, accettando gli aiuti della UE e del FMI, per un valore complessivo di 85 miliardi di euro e mettendo a punto un gravoso Piano quadriennale di ristrutturazione del debito, per 15 miliardi di euro. Ma la spina nel fianco della Tigre Celtica restano le banche, che assorbiranno oltre un terzo del PIL irlandese per ripristinare un’adeguata situazione patrimoniale. La cifra stimata è di circa 60 miliardi di euro, che porteranno ad una quasi completa privatizzazione del settore bancario irlandese. La quota statale dovrebbe salire al 95%-99% per la Allied Irish Bank ed al 70-80% per la Bank of Ireland. Ma la questione non riguarda solo l’Irlanda. Tornano in auge le critiche sull’attendibilità degli stress test condotti sulle banche europee, dato che sono passati appena quattro mesi dal verdetto e che, quantomeno, le verifiche condotte dalla UE dovevano durare sino alla fine del 2011. Cosa è successo? Bruxelles si giustifica: “La UE non aveva le competenze per condurre gli stress test sulle banche”…. Lo ha dichiarato ieri il Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, facendo un parziale mea culpa ed annunciando che le nuove autorità europee avranno il potere di procedere a rigorosi stress test per le banche. Si tratta dell’ESMA, l’autorità di vigilanza dedicata al settore bancario, creata con la Riforma finanziaria varata nel Vecchio Continente. A questo punto un’osservazione nasce spontanea; perchè a luglio nessuno aveva fatto presente che gli test erano stati condotti da autorità con scarsa competenza? All’epoca, tutti erano intenti a festeggiare risultati giudicati nel complesso confortanti, dato che erano risultate solo sette le banche bocciate e, cosa più assurda, proprio Allied Irish Bank (AIB) e Bank of Ireland erano state promosse a pieni voti. Per AIB era stato ipotizzato un Tier 1 ratio al 9,5% nell’ipotesi normale, al 7,2% nello scenario avverso ed al 6,5% nell’ipotesi di un nuovo shock, comunque superiore alla soglia critica del 6% fissata dalla UE. Invece la Bank of Ireland vantava un Tier 1 al 9% nell’ipotesi normale, al 7,6% in quella avversa ed al 7,1% in quella con shock. Che dire? Un bel colpo di spugna e via alla nuova tarantella degli stress test, che con molta probabilità dovranno essere nuovamente eseguiti con criteri più rigidi, almeno riguardo alla completezza e verifica delle informazioni fornite dalle banche. Con l’anno nuovo anche l’America tornerà ad esaminare le banche, ma in questo caso i test erano stati condotti un anno prima, nel maggio 2009. La nuova verifica è stata annunciata di recente la Federal Reserve, condizionando al superamento del test la possibilità per gli Istituti d’oltreoceano di alzare il dividendo. L’Europa si accoda. Speriamo che questa volta la verifica sia condotta con rigore, anche a costo di risultati indesiderati…