Gli Agnelli riportano a casa La Stampa. E comprano anche la Repubblica

3 Dicembre 2019, di Mariangela Tessa

Gli Agnelli tornano a giocare un ruolo da protagonista nell’editoria italiana.. Dopo aver ceduto la partecipazione in Rcs nel 2016, e dopo una cessione di fatto de La Stampa al gruppo Espresso, John Elkann ha riportato il giornale torinese da sempre patrimonio di famiglia, agli Agnelli.
Insieme a La Repubblica e alle testate del gruppo Gedi, tra cui L’Espresso e le radio fra cui Deejay.

Dopo un cda fiume lungo tutta la giornata e dopo gli scontri fra Carlo De Benedetti e i figli, a cui ha ceduto da tempo il controllo delle società di famiglia, Cir ha dunque accettato la proposta di Exor, cassaforte della famiglia Agnelli, che ha messo sul piatto oltre 100 milioni per la quota di controllo di Gedi, che – assieme a quella già detenuta – lo porta oltre il 50% di uno dei principali gruppi editoriali italiani.

Opa obbligatoria a 0,46 euro

Nel dettaglio, l’accordo siglato da Exor con Cir del gruppo De Benedetti prevede l’acquisizione da parte della prima del 43,78% di Gedi a 0,46 euro per azione con un esborso di 102,4 milioni. Al termine dell’operazione, da realizzare tramite una società di nuova costituzione verrà lanciata un’opa allo stesso prezzo. Cir reinvestirà nella nuova società per una quota pari al 5% di Gedi.

“Con questa operazione ci impegniamo in un progetto imprenditoriale rigoroso, per accompagnare Gedi ad affrontare le sfide del futuro. Oltre a portare l’esperienza maturata nel settore, anche a livello internazionale, Exor assicurerà la stabilità necessaria per accelerare le trasformazioni sul piano tecnologico e organizzativo.
Siamo convinti che il giornalismo di qualità ha un grande futuro, se saprà coniugare autorevolezza, professionalità e indipendenza con le esigenze dei lettori, di oggi e di domani”, ha detto John Elkann dopo l’operazione.

Parlando dell’operazione di vendita, il presidente di Cir, Rodolfo De Benedetti,  ha spiegato di passare così “il testimone ad un azionista di primissimo livello, che da più di due anni partecipa alla vita della Società, che conosce l’editoria e le sue sfide, che in essa ha già investito in anni recenti e che anche grazie alla propria proiezione internazionale saprà sostenere il gruppo nel processo di trasformazione digitale in cui esso, come tutto il settore, è immerso”.

Titolo Gedi si allinea al prezzo dell’Opa

Nel 2018 il bilancio consolidato di Gedi ha mostrato una perdita di 32,2 milioni di euro. Intanto, questa mattina, in avvio di seduta, il titolo Gedi non riesce a fare prezzo e segna un +60% che avvicinerebbe il valore al prezzo offerto da Exor per la successiva Opa, vale a dire 0,46 euro ad azione contro lo 0,28 della chiusura di venerdì.