GLAXO RILEVA SMITHKLINE BEECHAM PER $76 MILIARDI

17 Gennaio 2000, di Redazione Wall Street Italia

La Glaxo Wellcome rilevera’ la SmithKline Beecham in una transazione basata su uno scambio di azioni del valore di $75,7 miliardi di dollari.

La merger, che dovrebbe essere annunciata lunedi’ mattina a Londra, dara’ vita alla piu’ grande societa’ farmaceutica del mondo, con un fatturato annuo di quasi 25 miliardi di dollari (47.500 miliardi di lire) e oltre 100.000 dipendenti su scala mondiale.

La fusione e’ stata finalizzata domenica notte negli uffici londinesi dell’adviser finanziario della Glaxo, la Goldman Sachs & Co. Il colosso che nascera’ dalla merger si chiamera’ Glaxo SmithKline PLC e avra’ una posizione di leadership globale in una serie di vaccini, e nel trattamento di alcune malattie chiave, tra cui l’Aids, l’asma e il mal di testa.

Stando ai particolari che filtrano da persone che hanno partecipato ai consigli di amministrazione di ambedue le societa’ a Londra, gli azionisti Glaxo riceveranno un’azione della nuova societa’ per ogni titolo Glaxo posseduto, mentre gli azionisti SmithKline Beecham avranno 0,4552 titoli Glaxo per ogni azione SmithKline in loro possesso.

Basandosi sui prezzi di chiusura venerdi’ della Glaxo, di 18,18 pounds, gli azionisti SmithKline riceveranno azioni valutate circa 8,27 pounds per ogni titolo posseduto.

I titoli SmithKline hanno terminato la seduta venerdi’, a 8,47 punds, dopo essere saliti del 7% alla notizia che i colloqui tra le due societa’ stavano riprendendo, due anni dopo l’interruzione delle prime trattative. Basandosi sui rapporti di concambio gli azionisti Glaxo controlleranno il 58,75% del nuovo gigante farmaceutico, mentre quelli SmithKline avranno il 41,25%.

Il settore farmaceutico torna dunque a far parlare di sè dopo un periodo di stasi, soprattutto rispetto agli altri comparti industriali. Dopo le rinnovate voci di un possibile anche se futuribile accordo di fusione tra le americane Pfizer e la Warner Lambert, sabato era bastato un breve e laconico comunicato delle due principali società farmaceutiche britanniche per riaccendere l’interesse sul settore.

La Glaxo Wellcome e la Smithkline Beecham avevano infatti reso noto che “stavano portando avanti discussioni che potrebbero, come non potrebbero, condurre ad una fusione alla pari”.

L’ accordo, sigliato domenica notte, dara’ vita al primo gruppo industriale farmaceutico del mondo, con una quota di mercato del 7,4% per quanto riguarda i farmaci da prescrizione, un fatturato di oltre 62.000 miliardi di lire e una capitalizzazione di circa 360.000 miliardi di lire.

Un accordo che se non ci fosse stato quello tra AOL e Time-Warner sarebbe la maggiore fusione degli ultimi anni, ma che comunque se andrà in porto si piazzerebbe tra le prime cinque merger mondiali, piu’ o meno dello stesso valore dell’operazione Telecom-Olivetti.

Una fusione tra le due aziende britanniche era stata già annunciata un paio di anni fa, ma poi era fallita nel 1998 per l’impossibilità dei due ”numero uno” di accordarsi sulle rispettive competenze.

Gli investitori istituzionali che avevano sempre spinto per una fusione temevano una nuova delusione, e per questa ragione le due società avevano fatto sapere che fino alla fine delle trattative non avrebbero emesso alcun tipo di informativa o di comunicazione. E cosi’ infatti e’ stato.

La nuova società doveva – secondo le indiscrezioni della prima ora – essere divisa al 60% e al 40% tra gli azionisti di Glaxo e Smithkline. Le quote finali non sono troppo diverse. E il risparmio sui costi si tradurra’ comunque in 20 miliardi di sterline, circa 60 mila miliardi di lire.

Le attività delle due società secondo gli analisti non si sovrappongono, ma potrebbero essere comunque a rischio 15.000 posti di lavoro.

Il presidente della Glaxo, Richard Sykes, è convinto che dalla merger usciranno i forti investimenti necessari alla ricerca nel campo della genetica per curare le malattie del metabolismo.