Giustizia penale: bancarotte ed economia processuale

28 Maggio 2017, di Giovanni Falcone

Dal 30 maggio prossimo parte il processo al gruppo riconducibile  all’immobiliarista di Isernia Raffaele DI MARIO.

Oltre quaranta gli imputati, tra persone fisiche e giuridiche che dovranno difendersi dall’accusa di “bancarotta fraudolenta e/o preferenziale” e anche qui, come accade sempre in questi casi, non potevano mancare figure di vertice del mondo bancario come l’ex Direttore generale della Cassa di Risparmio di Teramo (Tercas) Antonio Di Matteo e Mario Aramini della Banca MB, ex vertici del Corporate banking di UniCredit e della Banca Italease. Insomma, la compagnia è numerosa e certamente le sorprese non mancheranno.

Nella vicenda giudiziaria, risulta infine coinvolto anche il CIS – Credito Industriale di San Marino.

Nella condotta della banche, non so se potrà trovare applicazione la ratio della recente sentenza di Cassazione a proposito della “buona fede del terzo”[1].

Trattasi di eccessi che la banca paga perché il cliente al quale è stata concessa la linea di credito non rientra, ma può pagare doppiamente perché viene disatteso il principio di sana e prudente gestione, non avendo adeguatamente valutato il merito creditizio secondo il dettato dell’art.5 del Testo Unico Bancario.

In altri termini, secondo il contenuto della recente sentenza della Cassazione del 20 aprile 2017, commentata nell’articolo riportato sotto, la banca è responsabile in solido con gli amministratori della società fallita.

Al danno, provocato dall’aumento delle sofferenze, anche la beffa di dover pagare ulteriormente l’eccesso di generosità che molto spesso anima le banche nostrane che, come si dice in gergo, “dove gli occhi li chiudono e dove invece li aprono”, spesso a sproposito.

In ogni caso, come considerazione personale che mi sento di fare, penso che, in situazioni di questo genere, dove si distraggono ingenti risorse per finalità estranee all’impresa, si distruggono contabilità e quant’altro,  un grande ruolo – naturalmente in negativo – lo assumono gli Organismi di controllo interno, a cominciare dalla funzione, spesso passiva od omertosa  del Collegio sindacale.

Intanto, un risultato lo abbiamo già ottenuto: una economia processuale trattandosi di una bancarotta infragruppo dove molto verosimilmente anche i metodi di frode saranno comuni.

Staremo a vedere!

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[1] http://www.giovannifalcone.it/9722/antiriciclaggio__la_buona_fede_del_terzo_secondo_la_cassazione_.html