Giustizia: in Italia addomesticata a misura di potenti

11 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – In un comunicato a firma Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti, Adusbef e Federconsumatori lanciano l’allarme di una giustizia in Italia addomesticata a misura di potenti.

“Le banche – si legge nel comunicato – tramite l’Abi (Associazione bancaria italiana), hanno sempre cercato di condizionare la giustizia, con protocolli di intesa (novembre 2006) con il Ministero della giustizia per progetti di formazione destinato a magistrati, cancellieri, ed altri operatori del settore giudiziario, per favorire la conoscenza e l’adozione degli strumenti del processo civile telematico; contribuire allo scambio di informazioni e best practice tra gli addetti ai lavori e agevolare la costruzione di una cultura italiana sulla giustizia telematica”.

“L’Abi ha proseguito nel 2007, con la costituzione di una società ad hoc ‘Asteimmobili’ per la gestione dei fallimenti nei principali Tribunali (Roma, Milano, Genova, eccetera), con la finalità di chiudere il cerchio quando i tartassati e maltrattati utenti non hanno la possibilità di adempiere alle obbligazioni, specie su mutui e prestiti”.

“In tal modo ABI e banche si sono ritrovate con personale impiegato nella società costituita Asteimmobili a fare lavoro di cancelleria, come altri pubblici ufficiali (con la non piccola differenza di non essere entrati per concorso e di non aver dovuto “prestare giuramento di fedeltà” allo Stato) in gangli alquanto delicati come le esecuzioni immobiliari, le procedure fallimentari, gli uffici dei giudici di pace, le corti d’appello sia civili che penali, le stesse procure, investendo 3,5 milioni di euro nell’operazione.”

“Il progetto ABI-Ministero, oltre a rappresentare una palese ingerenza di banche e soggetti privati nell’amministrazione della giustizia, configurò aperta violazione di norme, anche di rango costituzionale, nella separazione netta dei poteri, la quale non prevede che la giustizia possa essere appaltata a soggetti privati quali le banche associate i cui interessi sono nettamente contrapposti a quelli dei cittadini consumatori, sempre più vessati e gettati in balia dei potentati economici”.

“Molti gli episodi di evidenti conflitti di interessi, come quella di alcune banche di finanziare i corsi dei magistrati, o la poco trasparente gestione delle esecuzioni immobiliari tra la società Asteimmobili di natura privatistica, chiamata a svolgere nei tribunali compiti di natura pubblicistica, nonché il palese conflitto di interessi sotteso alla decisione di assegnare all’ABI la gestione integrata di tutte le informazioni relative ai procedimenti giudiziari nei fallimenti ed esecuzioni immobiliari e l’invio informatico degli atti processuali.”

“In data 4 luglio 2014 ed a seguito della chiusura delle indagini per il reato di usura a carico di alcune banche e di ex dirigenti della Banca d’Italia da parte del Pm di Trani Michele Ruggiero, la Scuola superiore della magistratura ha organizzato, d’intesa con la Banca d’Italia e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) i cui ex vice-presidenti sono stati indagati (Emilio Zanetti scandalo Ubi-Banca) o arrestati (Giovanni Berneschi, scandalo Banca Carige Genova), un corso interdisciplinare sul tema dell’usura, riservando 30 posti per magistrati addetti al settore civile e 40 posti per magistrati addetti al settore penale (funzioni giudicanti e requirenti).”

“Come si può leggere dalla lettera, Prot.n. 1980/2014USSM; inviata alla Direzione Generale dei Magistrati; Ispettorato Generale; Al Presidente della Corte di Cassazione Dr. Giorgio Santacroce; Al Procuratore Generale della Corte di Cassazione Dr. Gianfranco Ciani; Ai Presidenti delle Corti d’Appello; Ai Procuratori Generali delle Corti d’Appello; con l’oggetto: incontro di studi “L’Usura: profili civilistici e penalistici ” 14-15 luglio 2014 Roma; Piazza del Gesù n. 49 – Sala della Clemenza, Palazzo Altieri. Roma, 4 luglio 2014. Firmato: la Segreteria della Scuola Superiore della Magistratura”.

“Essendo gravissimo questo ultimo tentativo di indottrinamento degli operatori della Giustizia ad interessi di parte, che si consumerà il 14 e 15 luglio a Roma, nella sede Abi di Palazzo Altieri, dove è stato convocato un incontro di studio organizzato in fretta e furia dalla SSM (Scuola Superiore della Magistratura) d’intesa con la Banca d’Italia e l’ABI, proprio sul tema dell’usura bancaria, dove sono stati ammessi 70 magistrati, che potrebbe avere la finalità di condizionare indagini penali in corso, che vedono tra gli indagati primari esponenti delle banche associate all’Abi, che annovera molti banchieri incriminati e perfino arrestati, con sede in Piazza del Gesù,49, a Roma proprio a Palazzo Altieri, e la Sala della Clemenza è tra le più prestigiose sale dove vengono svolti incontri, dibattitti, convegni, conferenze.”

“Adusbef e Federconsumatori hanno denunciato un aspetto ancor più grave, che vede l’ex ministro della Giustizia del Governo Monti, prof.ssa Paola Severino nella duplice funzione di docente e partecipante attiva al corso sull’usura somministrato ai magistrati nella tavola rotonda di apertura per disquisire, assieme ad altri illustri relatori, sui profili civili e penali della legislazione antiusura, ed allo stesso tempo nella veste di avvocato difensore e consulente legale di celebri indagati (probabilmente anche nel processo penale istruito dal Pm di Trani Michele Ruggiero), accusati di aver violato la legge 108/96 ed il reato sull’usura”.

“Poiché tale palese commistione tra organi giudiziari come il SSM, che avrebbe finalità di offrire formazione oggettiva ai magistrati, con i rappresentanti di dirigenti indagati o arrestati come Abi e Banca d’Italia, fa sorgere il dubbio di una giustizia addomesticata a misura di potenti, al contrario di quanto sancito dalla Costituzione Repubblicana ancora vigente, configura insanabile vulnus per la necessaria terzietà materiale e sostanziale, con lo studio dell’usura “a casa” del principale indiziato di attività usuraria, analogamente a corsi di formazione sui reati di mafia organizzata a Corleone, a casa di Totò Rjina o Bernardo Provenzano, Adusbef e Federconsumatori hanno inviato un corposo esposto alle maggiori cariche istituzionali italiane ed alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo, denunciando il grave pericolo per le garanzie Costituzionali ed i diritti delle persone, specie se correntisti e risparmiatori, da una giustizia molto spesso ingiusta per i comuni cittadini.”