Giustizia: governo battuto in aula quattro volte

16 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Proprio sul capitolo giustizia al quale è appeso il futuro dell’esecutivo, il governo di larghe intese traballa.

La coalizione formata da Pd, Lista Civica e PdL è uscita sconfitta nelle commissioni Finanze e Lavoro della Camera sul decreto fare, in particolare proprio su alcuni emendamenti in tema di giustizia.

Nella seduta notturna, iniziata ieri intorno alle 18,30 e che si è conclusa dopo l’una e mezza, il rappresentante dell’esecutivo aveva dato parere contrario su quattro emendamenti che invece sono stati approvati.

Mentre una delle proposte presentato dallo stesso governo, sugli incarichi extragiudiziali fuori è stata ritirata dal sottosegretario Cosimo Maria Ferri.

L’emendamento prevedeva la soppressione dell’articolo 17 del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 secondo cui “il primo presidente e presidente aggiunto della Corte di cassazione, i presidenti delle Corti di appello ed i procuratori generali della Repubblica non possono assumere alcun incarico fuori della residenza, tranne quelli ad essi attribuiti da leggi e regolamenti o quelli conferiti con decreto del Presidente della repubblica”.

Sempre oggi poi l’aula del Senato ha approvato la mozione di maggioranza (Zanda, Schifani, Susta e altri) sui cacciabombardieri F35. Hanno votato a favore 202 senatori, contrari 55, astenuti 15. Bocciate le mozioni di Sel, del Movimento 5 stelle e dei dissidenti Pd (primo firmatario Felice Casson, che proponevano il blocco o la sospensione dell’acquisto del discusso sistema d’arma).