Gioco d’azzardo: come vincere con il lancio della monetina

6 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Immaginate di essere in un bar e un vostro amico vi fa una proposta, vi chiede di scommettere 20 euro giocando a testa o croce con una moneta da un penny americana. Un 50/50 di possibilità e ogni volta 20 euro in ballo. Ora immaginatevi anche che il vostro amico vi faccia la stessa proposta, però invece di lanciare la moneta in alto la faccia girare su se stessa. Stessa scommessa da 20 euro, ma solo un cambio di gioco.

Pronti a giocare, sicuri che non ci sia qualche trucco? Sembrerebbe di no, però c’è chi la pensa diversamente.

Persi Diaconis è un professore di matematica e statistica all’università di Stanford in California, ed anche un ex mago professionista. Uno dei suoi punti forti sta nel determinare quante volte un mazzo di carte debba essere mescolato per dare un determinato risultato (cinque volte o sette, dipende dal criterio usato).

È anche molto bravo nei giochi con le monete. Infatti, quello che lui e i suoi ricercatori sono riusciti a scoprire è che la maggior parte dei giochi di probabilità con le monete, in realtà, non è cosí imparziale come si potrebbe pensare. Per esempio, anche il normale lancio della moneta in realtà, non è un 50/50 di probabilità, bensì è più vicino ad un 51/49.

Ma ancora più incredibile, come riporta la rivista Smithsonian, è il fatto che facendo girare una moneta da un penny con la faccia di Lincoln Memorial su se stessa, vi siano l’80% di possibilità che questa cada sulla faccia di Lincoln.

La squadra di football americano professionistico dei Carolina Panthers potrebbe essere molto interessata alla scoperta: da inizio stagione hanno infatti perso a 13 volte su 13 il lancio della monetina per stabilire chi delle due squadre ha diritto al primo possesso di palla.

Il motivo è semplice, la parte con la faccia dell’ex presidente americano è leggermente più pesante dell’altra e la moneta tende a cadere dove vi è più peso. Provare per credere, anzi, scommettere per credere.