Giappone: nazione di società zombie

6 Aprile 2017, di Alessandra Caparello

TOKYO (WSI) – In Giappone nessuna azienda quotata è fallita nel 2016. Un’impresa rara e che emerge dall’indagine della società di ricerca Teikoku Databank.

Nel 2016 non c’è stata alcuna bancarotta tra le società quotate del Giappone. Evento ripetutosi solo sei volte dal 1964 e accaduto l’ultima volta nel 1990. Nel 2015 le quotate giapponesi che sono finite in bancarotta erano state solo due mentre il picco, con 45 fallimenti, era stato toccato nel 2008, quando è scoppiata la crisi finanziaria globale.

Il primo ministro Shinzo Abe si è lodato per tali numeri parlando di successo economico, eppure tali dati non sono un buon motivo per festeggiare secondo gli analisti.

“E’ totalmente malsano e non naturale che così poche aziende vadano in bancarotta. II ciclo economico nipponico non sta funzionando. Quando le vecchie aziende non vano fuori dal mercato le nuove non possono inserirsi visto che non c’è abbastanza spazio”.

A dirlo Martin Schulz, economista presso il Fujitsu Research Institute di Tokyo. Il credito troppo facile, secondo i critici, mantiene in vita imprese zombie, peggiorando la carenza di manodopera e aumentando la concorrenza che finisce per abbassare i prezzi. Cosa significa imprese zombie? A coniare tale termine è stata l’Ocse che ha parlato di imprese con gravi e persistenti difficoltà nel pagare gli interessi sul debito, finendo per rallentare la produttività e rendere lenta la crescita.