Giappone, un milione di miliardi di yen sono investiti all’estero

27 Ottobre 2017, di Daniele Chicca

Per chi vuole avere un esempio dell’effetto distorsivo che provocano le manovre monetarie ultra accomodanti e straordinarie, basta guardare a cosa sta accadendo in Giappone. Per la prima volta nella sua storia Tokyo ha visto salire oltre il milione di miliardi di yen gli attivi stranieri detenuti dagli investitori privati e istituzionali. Secondo le stime calcolate dalla testata Nikkei, l’ammontare è salito di circa il 50% negli ultimi cinque anni, attestandosi a 8.790 miliardi di dollari.

Si tratta di una cifra di più di due volte superiore al Pil del Giappone, la terza economia al mondo dopo Stati Uniti e Cina. Si tratta di un cambio di strategia notevole per il popolo del Giappone. Sono sempre più numerosi i giapponesi che prendono i loro soldi e risparmi per spostarli dai mercati nazionali a quelli oltre oceano.

I titoli azionari costituiscono quasi la metà del milione di miliardi di yen che sono in fuga. Gli investitori del Giappone detenevano 453 mila miliardi di yen alla fine di giugno, una somma in crescita di 100 mila miliardi negli ultimi tre anni.

Come destinazioni dei loro investimenti, circa la metà dei titoli sono diretti agli Stati Uniti, mentre il 30% circa in Europa. Ad alimentare una fuga di tali proporzioni sono le mosse molto aggressive della Banca del Giappone, che per più di quattro anni sta inondando i mercati e l’economia con talmente tanti soldi che è difficile trovare rendimenti decenti.

Dopo la vittoria con un ampio margine di vantaggio del premier Shinzo Abe alle elezioni del 22 ottobre, il mare di liquidità non è destinato a fermarsi – e sarà trasferito in parte nel resto del mondo – dato che fa parte della strategia politico economica del partito al potere (Abenomics).