GIAPPONE, I CYBER CAFE RIFUGIO DEI DISOCCUPATI

8 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Tokyo, 8 mag – Non è raro vedere dei giovani di Tokyo passare la notte dormendo sui sedili reclinabili degli Internet cafe. Accade a molti di quelli che hanno perso il lavoro e non possono permettersi un affitto. I cyber cafe sono economici, offrono accesso a Internet, dispongono di un forno a micro-onde e persino di una doccia per lavarsi ogni mattina prima di uscire in cerca di un lavoro temporaneo. “La nuova generazione giapponese è senza soldi e senza motivazione”, spiegano i giovani. Sono stati ribattezzati “freeters”, un nome composto da “free”, libero in inglese, e “Arbeiter”, lavoratore in tedesco, perché vagano da un lavoro precario all’altro. Sono un prodotto della crisi economica che ha colpito il Giappone negli Anni Novanta, minando la sicurezza del “posto fisso”. Il guadagno dei “freeters” è in media di 1.000 yen (8 dollari) all’ora, con i quali è difficile pagarsi l’affito a Tokyo, una delle città più care del mondo, dove un appartamento di 30 metri quadri in zona centrale può costare 150.000 yen (1.250 dollari) al mese. La ripresa economica è nell’aria, ma i “freeters” non sembrano beneficiarne perché le aziende giapponesi o si trasferiscono all’estero, dove la manodopera costa poco, o assumono persone ancora più giovani di loro, neolaureati. Ecco perché molti cercano rifugio nei cyber-cafe: con circa 1.400-2.400 yen (12-20 dollari) a notte in una zona centrale si hanno, tutto compreso, bevande, tv, fumetti e accesso a Internet. E un posto per dormire.