Giappone: fondo pensione più grande al mondo perde 46 miliardi di euro

26 Agosto 2016, di Alberto Battaglia

Il Government Pension Investment Fund del Giappone, il più grande fondo pensioni del mondo, ha accusato nel primo trimestre d’esercizio – trimestre aprile-giugno del 2016 -perdite di valore per 5.234 miliardi di yen, pari a circa 46,5 miliardi di euro, a causa di un mutamento di sorti inatteso per gli asset in portafoglio, aggiornati per ridurre la quota di bond sovrani giapponesi.

Pesa sui risultati del fondo essenzialmente l’aumento in portafoglio di asset esteri cui è corrisposto il rafforzamento dello yen seguito alla Brexit. In tal modo, il valore dei ritorni maturati in valuta straniera è stato ridimensionato. Allo stesso tempo, l’aumentata quota di azioni detenuta ora in portafoglio dal fondo e provenienti dal listino di Tokyo ha subito un calo.

A fine giugno però, il valore degli asset del Government Pension Investment Fund restano ragguardevoli: il valore è di 30mila miliardi di yen, pari a 1.135 miliardi di euro.

I risultati deludenti del trimestre vanno paragonati alla maxi perdita vanno considerati dopo le perdite di $50 miliardi subite nell’anno finanziario 2015-2016, che sono state le peggiori dalla crisi finanziaria globale.

Il fondo Gpif ha reso noto di fatto che nei tre mesi terminati lo scorso 30 giugno, le perdite sono state del 3,88%, dopo il calo del 3,52% del trimestre compreso tra gennaio e il 31 marzo di quest’anno.

Si tratta dei due trimestri consecutivi in perdita per il fondo pensioni numero uno al mondo, per la prima volta dal 2008.

Solo il terzo trimestre dell’anno scorso aveva visto crescere il rendimento del 3,56%.

Nel trimestre terminato il 30 giugno, il fondo pensione giapponese allocava il 39,16% del portafoglio in obbligazioni domestiche, il 21% in azioni quotate a Tokyo, il 21,31% in azioni all’estero e il 13% in bond esteri.

A rendere maggiormente sono stati i bond domestici, 938 miliardi di yen; male sono andati, invece, gli investimenti in azioni estere (-2.410 miliardi di yen, 21,3 miliardi di euro), e quelli in azioni giapponesi (-2.257 miliardi di yen, 19,8 miliardi di euro), che hanno pagato l’apprezzamento dello yen; calo da 1.519 miliardi di yen anche per i bond esteri.