Giappone combatte ancora con lo spettro della deflazione

25 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro dopo un inizio di seduta in rialzo per i listini azionari, la sessione di ieri si è conclusa con indici sotto la parità.

Gli spread sui paesi dell’area hanno chiuso la sessione contrastati. In rialzo il differenziale Italia-Germania e Portogallo-Germania, mentre ha chiuso in calo quello francese ed austriaco.

Il rendimento del titolo decennale tedesco ha chiuso in prossimità del 2,2%, mentre quello italiano sopra il 7%. Resta negativa la curva italiana sul tratto 2-10 e 5-10 anni.

A cambiare poi l’umore degli operatori è stato soprattutto la dichiarazione della Merkel durante la conferenza stampa congiunta con Sarkozy e Monti, che ha nuovamente ribadito che non è il momento per parlare di eurobonds, difendendo allo stesso tempo l’indipendenza della Bce.

Dalla conferenza è emerso che nei prossimi giorni e prima della riunione dei capi di stato e governo del 9 dicembre, verranno pubblicate le proposte di Francia e Germania sul cambiamento dei trattati.

Tuttavia la Merkel ha precisato che il cambiamento dei trattati non include la parte relativa al ruolo della Bce, escludendo quindi l’ipotesi di un ruolo di prestatore di ultima istanza per la Bce.

Monti durante la conferenza ha ribadito l’intenzione del governo italiano a proseguire in tempi rapidi nelle riforme strutturali che puntano ad un rilancio della crescita, impegnandosi a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013.

Sugli eurobonds Monti ha dichiarato che possono essere un valido strumento in un contesto di un’unione fiscale. Il primo ministro italiano si è anche detto d’accordo con Merkel e Sarkozy sul fatto che una volta definita la governance economica, le nuove regole debbano essere applicate con la maggiore automaticità possibile.

Francia e Germania hanno mostrato fiducia nelle riforme mostrate da Monti, garantendone il loro appoggio. I tre leader si sono impegnati ad incontrarsi presto a Roma.

Secondo una fonte della Bce riportata da Reuters, l’istituto centrale sta valutando la possibilità di condurre operazioni di rifinanziamento a due o tre anni.

Fitch ha ridotto il giudizio sul debito portoghese portandolo a BB+ da BBB-, ovvero il primo gradino sotto l’investment grade, lasciando l’outlook negativo. Diversa è invece la posizione sul Portogallo di S&P e Moody’s, con il primo che mantiene il rating a BBB- (ultimo gradino di investment grade) ed il secondo a Ba2 (due gradini sotto investment grade).

Moody’s ha inoltre ridotto il rating dell’Ungheria di due livelli portandolo a Ba2 da Baa3.

La Francia ha nominato Benoit Coeure, capo economista del ministero delle finanze, membro del board della Bce in sostituzione di Bini Smaghi. Il nuovo membro della Bce, come riportato da Reuters, ha dichiarato che la Bce nel caso di una continuazione dell’attuale situazione economica probabilmente taglierà ancora i tassi.

La sessione odierna si è aperta con il rendimento sul due anni italiano ad un nuovo record al 7,5% e con listini azionari in calo. In Italia oggi è attesa l’emissione del Ctz per 2 Mld€ e dei Bot a 6 mesi per 8 Mld€.

Negli Usa oggi, dopo la chiusura di ieri per festività, i mercati resteranno aperti solo per mezza giornata.

Valute: continua la fase di deprezzamento per l’euro nei confronti del dollaro. In mattinata il cross è sceso sotto quota 1,33; ora il principale supporto si trova a 1,314.

Euro debole anche vs yen, con il cross che ha rotto l’importante supporto a 103 tornando così ai livelli di inizio ottobre. Da aggiungere anche che il dato sul Cpi giapponese a ottobre ha registrato un -0,2% a/a, segno che la spirale deflattiva sta ancora colpendo il paese. Dollaro/yen sempre nel range 77 – 77,50.

Materie Prime: ieri in concomitanza con la festa del ringraziamento i contratti scambiati sul mercato delle commodity sono stati quelli relativi alla piazza londinese (LME); si sono registrati rialzi per il Brent (+0,7%, intorno ai 107$/barile) e per il rame (+0,3%), mentre l’alluminio (-0,3%) si è attestato ai minimi da luglio 2010 su segnali di calo della domanda industriale. In mattinata in leggero calo gli energetici, mentre continuano ad essere deboli i preziosi, con l’oro intorno ai 1.675 $/oncia.

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