Germania onnipresente: un altro tedesco in Commissione

30 Settembre 2016, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Ai piani alti dell’Europa si parla sempre più tedesco.  Non solo il presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, insieme al segretario generale e al suo vice, nonché il relatore al bilancio 2017 e il presidente della Commissione di controllo del Parlamento Ue ma ora anche un altro tedesco ricopre un ruolo importante nell’Unione europea.

L’ultima nomina dal paese di Angela Merkel è per la poltrona lasciata vuota dalla bulgara Kristalina Georgeva nell’ufficio del Bilancio e Amministrazione del personale. E su 27 papabili quale nome viene scelto? Ma come volevasi dimostra quello di un tedesco, di tale Guenter Oettinger per l’esattezza, ex responsabile all’energia e ora imperatore del digitale. La scelta per Oettinger, che non avrebbe alcuna competenza economica, è giustificata dalla sua “lunga esperienza”.

Se la nomina di Oettinger è solo temporanea, come fanno notare alcuni, certo è che sempre più tedeschi invadono i palazzi Ue. Recentemente tre capi di gabinetto hanno lasciato il loro posto, sostituiti da ben 2 tedeschi e un’austriaca. Oggi il numero dei capi di gabinetto tedeschi è salito a 6 e quello dei vice a 5, per un totale di 11 contro 6 italiani e 3 per Francia e Spagna.

“Di fatto in questo modo la Germania diventa l’incontrastato deus ex-machina dei negoziati Ue sulle finanze comunitarie presenti e future: in ottobre si deciderà il bilancio 2017 dell’Unione ed entro fine anno si concluderà la prevista revisione di quello pluriennale 2014-2020. La partita, fondamentale per politiche e futuro dell’Ue, si gioca dentro il triangolo istituzionale Commissione – Consiglio- parlamento. Oettinger insieme a Martin Selmeyer, lo strapotente capo di gabinetto tedesco del presidente Jean-Claude Juncker, manovra il primo lato, quello propositivo. Berlino il secondo, decisivo, con i suoi ministri dell’Economia e delle Finanze insieme ai colleghi Ue”.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore