Germania motore economia, Francia KO per tasse. Shock Italia

15 Maggio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Da un lato la Germania, che cresce più delle attese nel primo trimestre, con il Pil che balza +0,8%, due volte tanto il trimestre precedente.

Dall’altro lato la Francia, che assiste a uno stallo della sua economia: il prodotto interno lordo rimane infatti invariato nello stesso arco temporale, contro il +0,2% dei tre mesi precedenti, stando ai dati dell’Ufficio nazionale di statistica Insee.

Il divario tra le aree si spiega con una parola: tasse. Nel tentativo di tagliare il deficit di bilancio, il presidente francese Francois Hollande ha infatti aumentato l’imposizione fiscale. Tanto che, come ha riportato l’Insee, le spese per consumi, tra le principali componenti del Pil, sono scese nel primo trimestre dello 0,5%.

“La questione principale è rappresentata dalle spese per consumi – ha commentato in una intervista a Bloomberg Dominique Barbet, economista presso BNP Paribas, a Parigi – Quanto preoccupa, al di là del primo trimestre, è che il livello della crescita è debole. Non c’è accelerazione. Non assistiamo a quella ripresa che si sta manifestando in altri paesi”.

“Il livello delle tasse è diventato intollerabile”, ha ammesso il primo ministro Manuel Valls.

“Le politiche di austerità stanno pesando su di noi da anni – ha scritto il sindacato UNSA CDC sul proprio sito – I dipendenti, sia pubblici che privati, stanno perdendo il loro potere di acquisto”.

L’aumento delle tasse in Francia è stato superiore di 70 miliardi di euro, a partire dal 2011.

Situazione del tutto diversa in Germania, dove proprio la crescita dei consumi dei privati e del governo hanno sostenuto il Pil; ad aumentare, sono stati anche gli investimenti in macchinari e costruzioni. E la Bundesbank, la banca centrale tedesca, rimane ottimista, stimando per la Germania una crescita dell’economia +1,7% nel 2014 e +2% nel 2015, con un tasso di inflazione rispettivamente dell’1,3% e dell’1,5%.

Ma se l’economia francese è in fase di stallo, peggio fa l’Italia: in questo caso, il Pil del primo trimestre è tornato addirittura negativo, registrando una flessione -0,1%, contro il +0,2% atteso dagli analisti.

Malissimo l’Olanda (-1,4%) e la Finlandia è in recessione. In generale, guardando all’Eurozona nel suo complesso, il Pil – riporta Eurostat – è salito +0,2% su base trimestrale, peggio del +0,4% atteso dal consensus, e del +0,9% su base annua, dopo + 0,5% del quarto trimestre 2013, ma peggio del + 1,1% previsto.

Unica nota positiva dei dati, l’Europa è cresciuta a un ritmo più sostenuto degli Stati Uniti per la prima volta in tre anni.