Germania: ma quale locomotiva d’Europa, economia al rallenty

25 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Nuovo calo ad agosto dell’indice che misura la fiducia delle imprese tedesche è sceso per la quarta volta consecutiva a 106,3 punti dai 108 del mese di luglio. Lo riferisce l’agenzia Bloomberg, spiegando che la flessione è peggiore delle attese, ferme a 107 punti.

Il nuovo calo dell’indice riflette il rallentamento dell’Eurozona e delle tensioni politiche con la Russia e dall’escalation delle sanzioni internazionali verso Mosca alle quali è corrisposto l’embargo da parte di Putin di diversi prodotti alimentari. Il nuovo calo fa seguito al primo ribasso del Pil tedesco nello scorso trimestre che ha registrato una contrazione dello 0,2%: primo dato negativo dal 2012.

La brusca frenata della Germania è arrivata dopo un primo trimestre estremamente positivo: un fattore stagionale legato all’inverno insolitamente caldo, tanto che gli economisti concordano su una ripresa nella seconda metà dell’anno. Ma è difficile che questa ripresa sarà così decisa da trainare l’Eurozona: «Con le tensioni geopolitiche che non si raffreddano, è poco probabile che la crescita acceleri nella seconda metà d’anno», avverte Peter Vanden Houte, un economista di Ing.

Il rischio principale è la guerra delle sanzioni con Mosca. Un altro il rallentamento di molti paesi emergenti destinatari dell’export di Berlino, cui molti chiedono di spingere gli investimenti pubblici. Ma soprattutto, si preannuncia un braccio di ferro a Bruxelles sulle regole di bilancio: se ne fa portavoce il ministro delle Finanze francese Michel Sapin, preannunciando che la crescita 2014 della Francia sarà dimezzata a uno 0,5% che fa saltare la discesa del deficit sotto il 4% di Pil cui Parigi si era impegnata: dunque la Ue, dice Sapin, deve «adattare il ritmo di riduzione del disavanzo pubblico all’attuale situazione economica».

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[ARTICLEIMAGE] Christine Lagarde auspica che la Germania, agendo sulla leva salariale, funga da motore propulsore per la ripresa economica europea, una ripresa che il direttore generale del Fondo Monetario internazionale giudica “laboriosa”. In un’intervista alla Radiotelevisione svizzera Lagarde ha affermato: “Ciò che credo sia molto importante per la Germania è partecipare al moto di ripresa in modo convinto. Ha in mano gli strumenti per farlo”, ha dichiarato Lagarde, convinta che Berlino disponga dei margini di manovra necessari, come dimostrato dalle recenti trattative salariali.

“I negoziati salariali tra organizzazioni sindacali ed organizzazioni patronali hanno dimostrato che vi sono margini di manovra. Bisogna augurarsi che questa tendenza di amplifichi e permetta di trainare la ripresa europea”, ha aggiunto Lagarde, ex ministro dell’Economia francese con il governo conservatore di Nicolas Sarkozy.

Due giorni fa il suo successore nel governo di Parigi, il socialista Arnaud Montebourg, in un’intervista a Le Monde ha puntato il dito contro la Germania, lei stessa “intrappolata nella sua politica di austerità”. Sul tema specifico dell’austerità, Lagarde ha affermato che “molte misure di austerità sono state applicate. Vi sono stati dei processi di consolidamento dei bilanci molto pesanti negli ultim tre anni (…) questi interventi ci sembrano corretti al momento attuale , non bisogna serrare ancora di più”.