Germania: apertura a piccoli passi. Verso si a eurobond a breve

2 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: apertura in calo per gli spread dell’area Euro dopo la chiusura dei mercati di ieri. I tassi governativi tedeschi hanno invece aperto la sessione in rialzo.

Il presidente dell’Eurogruppo Juncker ha rassegnato le sue dimissioni motivando la decisione con le ingerenze franco-tedesche. Juncker ha inoltre appoggiato un’eventuale candidatura del ministro delle finanze tedesco Schaeuble. Una decisione a tal proposito è attesa dopo il secondo turno delle presidenziali francesi della prossima domenica.

La Germania sembra aprirsi all’ipotesi di emettere non degli euro bond ma degli euro bill, ossia titoli con scadenza inferiore ad un anno emessi in forma coordinata da un Debt Management Office, per un ammontare massimo pari al 10% del Pil di ciascun paese. A favore di tale ipotesi si era già espresso a metà aprile Blanchard, capo economista del Fmi.

La cancelliera Merkel ha dichiarato che i leader europei discuteranno di un piano sulla crescita nella riunione di giugno.

Sul fronte macro, sono stati appena pubblicati dati tedeschi che segnalano potenziali primi segnali di impatto della crisi anche nella prima economia: il pmi manifatturiero finale di aprile è risultato leggermente al di sotto della lettura preliminare ed inoltre nello stesso mese, per la prima volta in sei mesi, è aumentato il numero di disoccupati. Forte calo anche per per il Pmi manifatturiero italiano, sceso ai livelli di ottobre 2011.

Oggi si terrà una riunione straordinaria dell’Ecofin in cui si discuterà dei requisiti di capitale per le banche, accordo che non è stato raggiunto in via preliminare il 25 aprile.

Il Portogallo oggi offrirà titoli a breve termine per un importo di 1,25-1,5 Mld€.

Negli Usa la seduta di ieri ha visto un andamento molto positivo per i listini azionari ed un contestuale rialzo dei tassi di mercato governativi, con l’indice Dow Jones che ha chiuso ai livelli massimi da dicembre 2007 favorito dal rialzo inatteso dell’indice Ism manifatturiero di aprile che ha allentato i timori tra gli operatori di un rallentamento del comparto manifatturiero nel secondo trimestre. Il dato si è attestato ai livelli massimi da giugno dello scorso anno grazie principalmente al rialzo della componenti nuovi ordini, produzione ed occupazione. Complessivamente positivi anche i dati sulle vendite di auto di aprile, sebbene in modo non omogeneo tra i produttori Usa, in parte a causa di effetto calendario.

Vista la tenuta dell’economia americana nonostante i segnali di rallentamento e una situazione recessiva in area Euro, stando alle parole di alcuni esponenti Fed, sembra stia crescendo sempre di più all’interno del board la percezione che nell’immediato non vi sia la necessità di un nuovo piano di QE.

Oltre a Lacker e Lockhart, probabilmente i due membri più “falchi” all’interno della Fed, anche Williams avrebbe espresso la propria perplessità sull’immediata necessità di un nuovo piano, subordinando il tutto ad un peggioramento dei dati macro, cha a detta del presidente della Fed di San Francisco, risulta comunque non essere lo scenario centrale.

Attenzione oggi concentrata sull’indice ADP che potrebbe offrire indizi in vista dei dati sul mercato del lavoro di venerdì.

Da segnalare che la banca centrale australiana ha proceduto ad un taglio di 50pb del tasso di riferimento per supportare la crescita.

Valute: deprezzamento per la moneta unica vs dollaro, soprattutto dopo i deludenti dati tedeschi ed italiani pubblicati in mattinata. In un clima festivo come quello di ieri dove la gran parte delle borse europee erano chiuse e gli scambi rarefatti, il cross euro/dollaro, nella prima parte della giornata, è salito fino a 1,328 per poi indietreggiare fino ad area 1,322 a seguito del dato sull’Ism manifatturiero Usa. La resistenza si colloca in area 1,33 e il supporto a 1,3150.

Deprezzamento dello yen vs dollaro ed euro nelle ultime 2 sessioni sulla scia del rialzo dei listini azionari Usa. Verso euro per oggi il supporto si colloca a 105,40, le resistenze a 106,50 e 107.

Yuan cinese in deprezzamento vs dollaro, sebbene il fixing odierno della banca centrale si sia collocato in prossimità dei massimi dal ’94. I Pmi manifatturieri di aprile hanno evidenziato un miglioramento rispetto al mese precedente anche se continua l’andamento divergente tra quello governativo che segnala espansione e quello di Hsbc che segnala una contrazione, anche se a ritmi progressivamente minori.

Materie Prime: prosegue il recupero del gas naturale Usa (+3,8%) dai minimi degli ultimi 10 anni su attese di tagli alla produzione che potrebbero contribuire a ridurre l’abbondanza di gas in circolazione nel paese. Positivo anche il Wti (+1,2%), stabile il Brent (+0,2%). Misti i metalli industriali, in calo leggero i preziosi. Andamento misto per gli agricoli con il cacao (+4,2%) che ha registrato la migliore performance giornaliera dell’indice GSCI ed il grano (-2,2%) una delle peggiori.

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