Germania: Al via il vertice finanziario del G8

18 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

I ministri delle Finanze dei Paesi più industrializzati comprendono la decisione del segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson, di mancare all’appuntamento del G8 finanziario, che si apre oggi nei pressi della capitale tedesca, ma non vogliono si trasformi in una consuetudine. Paulson ha comunicato che non parteciperà all’incontro di Potsdam, perché oberato dal carico legislativo e impegnato a preparare i lavori della prossima settimana con un’alta delegazione economica dalla Cina.
Le reazioni dei colleghi del G8, di fronte all’insolita decisione di Paulson, sono di comprensione. “Capiscono: naturalmente vogliono essere certi che si prenda la massima cura”, afferma Clay Lowery, facente funzioni di sottosegretario Usa per gli Affari internazionali. “Credo sia importante che le riunioni G7 e G8 abbiano se possibile l’input dei ministri”.
Alla riunione di oggi e domani, in cui saranno toccati diversi temi economici, Paulson ha stabilito di inviare il numero due Robert Kimmitt. I lavori dei ministri finanziari a Potsdam sono inoltre propedeutici a quelli del vertice dei capi di Stato e di governo in agenda tra il 6 e l’8 giugno prossimi sempre in Germania, presidente di turno del G8 per l’anno in corso. Del Gruppi degli Otto fanno parte Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone e Russia.
Da quando ha ricevuto l’incarico al dipartimento a luglio scorso Paulson sembra aver dato particolare enfasi alle relazioni economiche tra Usa e Cina, dimostrando invece minore interesse nelle istituzioni più consolidate come il G8. All’ultima riunione del G7 finanziario, che non comprende la Russia, il mese scorso a Washington non ha preso parte il ministro tedesco, Peer Steinbrueck. Lowery nega naturalmente che la decisione di Paulson sia in alcun modo collegata all’analoga assenza del ministro tedesco il mese scorso a Washington. “Non ha assolutamente nulla a che fare con la vicenda”, risponde.
I ministri discuteranno dell’adeguatezza della regolamentazione attuale sui fondi hedge (gestori di capitale privato poco soggetto a controlli con un ruolo sempre crescente nel mondo corporate), ma il Tesoro Usa si sforza di minimizzare la differenza di posizione tra singoli Paesi. Lowery sottolinea che soltanto la scorsa settimana l’Unione europea ha giudicato non necessarie nuove regole per gli hedge fund, per quanto il commissario al Mercato interno, Charlie McCreevy, si sia detto favorevole all’adozione di un codice di condotta volontario da parte dei fondi. La posizione Ue, spiega il sottosegretario, è in linea con le conclusioni di un gruppo di lavoro incaricato dalla presidenza Usa, secondo cui la semplice disciplina di mercato è sufficiente a impedire che i fondi si assumano rischi tali da mettere a repentaglio il sistema finanziario nel suo complesso. “Non esiste quindi il grado di disaccordo che si immagina”, dice. “Uno degli argomenti di cui si è discusso riguarda l’istituzione di un codice di condotta, anche se su questo tema non si è fatta molta chiarezza su cosa questo significherebbe”, continua. “Non siamo necessariamente favorevoli a questo, perché riteniamo il miglior modo per garantirne la disciplina è quello di permettere il pieno funzionamento di un’industria”, prosegue Lowery.
I lavori dei ministri si aprono stasera con una cena, cui parteciperanno i rappresentanti di cinque Paesi africani: Camerun, Ghana, Mozambico, Nigeria e Sud Africa. Al centro della discussione, dice Lowery, il pesante indebitamento e le misure volte a garantire il perseguimento di solide politiche finanziarie. Nell’agenda del G8 finanziario non figura invece, conclude Lowery, il tema della leadership della Banca mondiale e la richiesta Ue delle dimissioni del presidente, Paul Wolfowitz, implicato nello scandalo della promozione e dell’aumento di stipendio concesso alla compagna. La pressione per un allontanamento di Wolfowitz è andata intensificandosi nel corso delle ultime settimane e funzionari federali hanno annunciato due giorni fa che la presenza del presidente non è gradita nemmeno in occasione del forum World Bank sugli aiuti ai Paesi emergenti, che si apre lunedì prossimo a Berlino.

d. r.