Generali: bilancio record, ma analisti sono divisi sul futuro del titolo

15 Marzo 2022, di Mariangela Tessa

Generali non mette d’accordo gli analisti. Lo si deduce dagli ultimi giudizi, rilasciati a ridosso delle presentazione dell’ultimo bilancio, quello relativo al 2021, archiviato dal colosso assicurativo italiano con un risultato operativo migliore di sempre a 5,9 miliardi (+12,4%). Decisamente positivo anche l’utile netto in forte crescita, che si attesta a 2,84 miliardi (+63,3%) mentre l’utile netto normalizzato è pari a circa 2,8 miliardi.

I premi lordi del Gruppo triestino ammontano a 75,8 miliardi (+6,4%), con il positivo contributo sia del segmento Vita (+6%) sia del segmento Danni (+7%). La raccolta netta Vita cresce del 4,4% a 12,7 miliardi, interamente concentrata nelle linee unit-linked e puro rischio e malattia. Le riserve tecniche Vita aumentano a 424 miliardi (+10,3%).

Proposto un dividendo per azione di 1,07 euro che sarà pagabile a partire dal 25 maggio 2022 e le azioni saranno negoziate prive del diritto al dividendo a partire dal 23 maggio 2022, con data di legittimazione a percepire il dividendo il 24 maggio 2022. La proposta di dividendo comporta un’erogazione massima complessiva di circa 1,7 miliardi di euro.

Qual e’ la posizione degli analisti? In generale sottolineano come i conti siano leggermente migliori delle attese. Equita fa notare “la migliore performance della divisione Danni compensata da maggiori elisioni intersettoriali. Le altre divisioni hanno invece riportato un risultato sostanzialmente in linea con le attese”. Equita ha sul titolo un giudizio hold con target price a 20,7 euro.

Banca Imi sottolinea come i conti 2021 di Generali (raccomandazione add e prezzo obiettivo a 20,5 euro) siano forti e “sopra il nostro consensus e quello di mercato sul risultato operativo” – anche se – conclude – l’attenzione degli investitori resta sulle tematiche di governance in vista dell’assemblea di fine aprile per il rinnovo del cda.

Generali, il giudizio degli analisti

Ma torniamo al titolo. Oggi, nel giorno della diffusione del bilancio, i prezzi segnano un rialzo dello 0,20% intorno ai 17,6 euro.Da inizio anno il bilancio è negativo (-6%). Secondo la media degli analisti che coprono il titolo, le quotazioni attuali sono sottovalutate rispetto al potenziale. Il target price medio a 12 mesi si attesta a 19,89 euro con un potenziale di upside del 12%.

Alcuni broker sono ancora più ottimisti. È il caso di Morgan Stanley, Banca Akros, Kepler Cheuvreaux che hanno fissato il prezzo obiettivo a 21 euro. Giudizio add con prezzo obiettivo di 20,5 euro arriva da Intesa San Paolo mentre gli esperti di Mediobanca consigliano un più cauto neutrali (tp 20,5 euro).

Tra gli analisti c’è tuttavia qualcuno che ritiene le azioni Generali valutate correttamente, se non addirittura care. È il caso di Credit Suisse che giudica le azioni “underperform” con un prezzo obiettivo di 16 euro. Sotto i livelli attuali Jefferies (hold, 17 euro), Keefe Bruyette (market perform, 18,5 euro).

Outlook

Ma veniamo all’outlook. “Rispetto alle previsioni di un’economia globale in ulteriore ripresa nel 2022, il recente conflitto russo-ucraino ha determinato un contesto di maggiore incertezza e volatilità e un rischio di revisione al ribasso delle stime di crescita” – spiega la società nella nota dei conti -. “Ad oggi lo sviluppo del conflitto rimane imprevedibile e di conseguenza non è possibile effettuare una stima ragionevole dell’effetto della crisi sui mercati e sul business assicurativo”.

In linea con il piano strategico “Lifetime Partner 24: Driving Growth”, il Gruppo “intende perseguire una crescita sostenibile, migliorare il profilo degli utili e guidare l’innovazione in modo da realizzare un tasso annuo composto di crescita dell’utile per azione tra il 6% e l’8% nel periodo 2021-2024, a generare flussi di cassa netti disponibili a livello della Capogruppo superiori a 8,5 miliardi nel periodo 2022-2024 e a distribuire agli azionisti dividendi cumulati per un ammontare compreso tra 5,2 e 5,6 miliardi nel periodo 2022-2024, con ratchet policy sul dividendo per azione”.