Gaza, Usa condannano attacco scuola ma finanziano Israele

1 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

TEL AVIV (WSI) – Israele ha informato l’inviato delle Nazioni Unite, Robert Serry, che il cessate-il-fuoco nella Striscia di Gaza, annunciato questa mattina e che nelle intenzioni iniziali doveva durare almeno 72 ore, può considerarsi concluso. Lo scrivono gli organi di informazione dello stato ebraico.

Nel dettaglio, è stato il coordinatore delle Attività governative nei Territori – il generale Yoav Mordechai – a informare l’Onu della posizione israeliana dopo nuovi scontri nelle ultime ore.

L’offensiva iniziata l’8 luglio doveva essere interrotta per concedere alle organizzazione internazionali e umanitarie di fornire soccorsi alla popolazione civile.

Le autorità diplomatiche sapevano che anche un cessate-il-fuoco di appena 72 ore, in vigore nella Striscia di Gaza dalle 8 locali (le 7 italiane) di questa mattina, non sarebbe stato sufficiente.

Intensi bombardamenti israeliani hanno ucciso almeno ventisette persone e ne hanno ferite oltre 150 nel sud della Striscia di Gaza. Lo hanno annunciato fonti sanitarie.

Sbarramenti di artiglieria sono ancora in corso nella città meridionale di Rafah e stanno impedendo ai soccorritori di recuperare morti e feriti, dopo che l’esercito israeliano ha denunciato che i militanti di Gaza hanno ripreso il lancio di razzi contro lo stato ebraico.

Dopo il flop diplomatico del segretario Usa John Kerry, che non è riuscito a cinvoncere le due parti coinvolte a raggiungere un accordo di pace, gli Stati Uniti continuano comunque a sostenere finanziariamente Israele nell’ombra.

Il conflitto devastante tra l’esercito israeliano e il movimento integralista islamico palestinese Hamas è entrato nel 25esimo giorno.

La tregua, la prima accettata dalle due parti in conflitto dall’inizio dell’offensiva dell’8 luglio, è stata preceduta da due ore di bombardamenti intensi e lanci di razzi. Ma alle 8, le sirene di allarme per i combattimenti hanno smesso di suonare in questo settore.

Il bilancio è di 1.450 i morti a Gaza, quasi 10 mil ai feriti, gran parte delle vittime sono civili. La cifra è maggiore a quella dell’operazione “Piombo Fuso” che marca l’ultima offensiva israeliana nella Striscia.

“I diritti dei palestinesi, compresi i bambini vengono completamente ignorati, questo è scioccante”, ha detto un rappresentante dell’Onu in lacrime dopo l’ultimo attacco a una scuola delle Nazioni Unite.

L’attacco è stato definito da Europa e dagli Usa “indifendibile” e assoultamente inaccettabile. Ma al contempo Washington dona a Israele miliardi di dollari ogni anno e blocca costantemente le risoluzioni del Consiglio di SIcurezza Onu che condannano le azioni sanguinose di Tel Aviv, la quale chiama in causa il suo diritto all’auto difesa.

Anche se ha condannato qualche singolo intervento, gli interessi e la posta in gioco sono troppo alti. Lo sanno tutti che gli Stati Uniti sono e resteranno il migliore amico politico di Israele.