Gas oltre i 300 euro per MWh. Ecco le mosse dei governi per rispondere all’emergenza

25 Agosto 2022, di Gianmarco Carriol

Con le interruzioni di Gazprom al Nord Stream 1, le preoccupazioni per la carenza nel mercato del gas naturale e un potenziale arresto della fornitura da parte di Mosca non sono diminuite. Il contratto ICE Dutch TTF Natural Gas Futures per settembre è aumentato del 6% a 309 euro per MWh, da 177 euro di un mese fa, e 46 euro a fine agosto 2021.

Il continuo aumento dei prezzi si fa sentire anche nel mercato dei derivati ​​del petrolio, come il diesel, a causa del passaggio dal gas al petrolio, con lo spread del crack Gasoil-Brent aumentato di oltre $6 dal 15 agosto scorso. “La rinnovata pressione rialzista nel mercato diesel si riflette bene nell’apertura di nuove posizioni rialziste da parte dei trader: l’open interest, ovvero il numero di nuovi contratti finanziari aperti, è aumentato di quasi 2 miliardi di dollari in sole cinque sessioni di negoziazione”, ha affermato Gianclaudio Torlizzi, fondatore di T-Commodity,  società di consulenza milanese specializzata nei servizi di market intelligence, risk management e formazione su commodity e cambi valutari.

Le azioni dei governi per rispondere all’emergenza gas

Mentre i prezzi aggiornano i massimi, il governo lavora al piano di risparmio energetico. Un piano che avrà un’intensità crescente a seconda della quantità di gas che potrebbe venire eventualmente mancare ma che, almeno per ora, non prevede razionamenti sui consumi domestici.

Per quanto riguarda l’impatto sulle bollette di imprese e famiglie, prosegue il dibattito sul tetto al prezzo del gas, che il premier uscente Mario Draghi porterà come proposta al prossimo Consiglio europeo, anche se in passato non è stato accolto favorevolmente da alcuni Stati membri. Nel frattempo, l’attuale governo aggiornerà il piano di emergenza per il gas la prossima settimana, ma secondo Reuters non sarà annunciato alcun piano di razionamento.

In Germania, il Paese più dipendente dai gasdotti russi, il governo sta accelerando i piani di razionamento dell’energia (che dovrebbe raggiungere il 20%) sullo stoccaggio, con un obiettivo dell’85% entro il 1° ottobre e un successivo obiettivo del 95% a novembre. Inoltre, il cancelliere Olaf Scholz sta lavorando con il governo canadese per sostituire più rapidamente il gas russo. “Il Canada è il nostro partner di fiducia”, ha affermato Scholz in una conferenza economica tedesco-canadese a Toronto. “Per ora, questo significa aumentare le nostre importazioni di Gnl (gas naturale liquefatto, ndr). Speriamo che il Gnl canadese svolga un ruolo importante in questo”, ha affermato.