Gas: Federconsumatori, rischio rincari di 30 euro

8 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – L’ENI l’ha fatta grossa, facendo da traino, speriamo solo culturale, per, Enel, Gas Plus A2A nel riscorso al Tar della Lombardia con cui si chiede di sospendere la validità, e poi di annullare, la Delibera dall’Autorità per l’Energia che, a partire dal 1 ottobre, ha ridotto dello 0,1% il prezzo del metano, invece di aumentarlo del 3,2% come vorrebbero le imprese. Questo, in pratica, si traduce nel rischio di un rincaro immediato, per le famiglie, di 30 Euro in bolletta.” – affermano Adusbef, Assoutenti, Federconsumatori e Movimento Consumatori. La decisione dell’Autorità non è di tipo populista o amministrativista, dal momento che determina il prezzo del metano tenendo conto della forte riduzione del prezzo all’ingrosso del gas nei mercati internazionali. Quest’ultima, partita dagli Stati Uniti, si è diffusa in Europa già nella scorsa primavera, portando le Associazioni dei Consumatori a chiedere all’Autorità l’adozione di un nuovo meccanismo per la fissazione del prezzo del gas per le famiglie, che tenesse conto di ciò che avviene nel mondo. L’Autorità, nel comunicato di fine giugno, con cui comunicò l’aumento del prezzo del metano a partire da luglio, annunciò, con il plauso dei consumatori, che, dal 1 ottobre, non ci sarebbe stato un aumento di prezzo, perché avrebbe adottato nuovi criteri per ridurre la rendita di posizione dei nostri quasi monopolisti. Pertanto, tutte le imprese del gas e soprattutto l’Eni che opera su tutti i mercati internazionali, hanno avuto a disposizione ben tre mesi per fornire all’Autorità la documentazione in loro possesso sui costi di acquisto del metano e la giustificazione del perché lo avrebbero eventualmente pagato a prezzi più alti del mercato, cosa, francamente, incredibile. Le Associazioni dei Consumatori affiancheranno l’Autorità dell’Energia in questa battaglia, sul piano legale, politico e commerciale, per affermare il principio che gli effetti positivi della globalizzazione e della concorrenza devono sempre e tempestivamente trasferirsi sui prezzi al dettaglio per le famiglie.