Gas, l’Europa proporrà un tetto al prezzo dinamico

17 Ottobre 2022, di Gianmarco Carriol

La Commissione europea proporrà domani un tetto al prezzo “dinamico” per il gas naturale (proposto tra gli altri dall’Italia) e limiti obbligatori al grado di oscillazione dei prezzi scambiati in un solo giorno. La Commissione europea propone inoltre di sviluppare un nuovo indice di prezzo complementare per il gas naturale liquefatto, alternativo rispetto al TTF di Amsterdam, si legge nella bozza della comunicazione che sarà presentata domani.

Secondo la proposta, che dovrà essere approvata dai governi dell’Ue, l’Agenzia europea per la cooperazione tra i regolatori dell’energia (ACER) sarebbe incaricata di produrre entro il 23 marzo 2023 un benchmark di prezzo per il gas naturale liquefatto, di cui l’Ue sta acquistando di più.

L’esecutivo dell’Ue proporrebbe “come ultima risorsa” di stabilire un prezzo di mercato “dinamico” al quale le transazioni di gas naturale possono avvenire nel mercato spot TTF a condizioni specifiche.

Le misure non dovrebbero incidere sulla sicurezza dell’approvvigionamento, né portare a un aumento del consumo di gas, né incidere sull’ordinato funzionamento dei mercati dei derivati ​​energetici, afferma il progetto.

I governi dell’Ue dovrebbero acconsentire a questo e non durerà per più di tre mesi. Altri hub di scambio di gas dell’Ue sarebbero collegati al prezzo spot TTF corretto tramite un corridoio di prezzo dinamico.

La bozza di proposta della Commissione afferma inoltre che le sedi di negoziazione dell’UE dovrebbero entro il 31 gennaio dover fissare un limite al grado in cui i derivati ​​energetici a scadenza mensile possono salire o scendere in un solo giorno.

Include anche l’idea di acquisti congiunti di gas, un meccanismo di solidarietà per evitare forti disparità nell’offerta in tutto il blocco e una spinta a ridurre la domanda di gas.

Tetto al prezzo del gas dinamico: come funziona

Con il corridoio dinamico sarebbe stabilito un valore centrale basato su ‘benchmark’ esterni come prezzi di greggio, carbone e/o gas in Nord America e Asia con una banda di oscillazione (viene indicato come esempio il 5%). Tale valore sarebbe rivisto regolarmente, e rappresenterebbe un limite da usare rispetto al benchmark TTF o a diversi hub o può coprire tutte le transazioni.

Tutti ciò consentirebbe di porre un limite ai rialzi, ma anche di evitare costrizioni eccessive del mercato europeo, che potrebbero far fuggire la materia prima verso mercati che offrono prezzi migliori. Stabilito il principio, resta da decidere come fissare questo valore dinamico e a quale indice applicarlo.