Gas di scisto, castello di carta sta per crollare. BHP: un errore investire

3 Luglio 2017, di Daniele Chicca

Il castello di carta del business un tempo considerato promettente del gas e petrolio di scisto sta per crollare. Il management del colosso energetico BHP Billiton ha ammesso che il grosso investimento nel gas di scisto da 20 miliardi di dollari fatto negli Stati Uniti è stato un errore.

Mentre il settore del gas e del petrolio continua a soffrire e fare fatica a rimanere redditizio, con un’offerta ampiamente in eccesso rispetto a una domanda in assottigliamento, il presidente di BHP, Jacques Nasser, ha ammesso che in retrospettiva l’investimento nello shale di sei anni prima.

E dire che BHP è entrata nel mercato all’apice del business del fracking, convinta di farei un sicuro affare. Il gruppo ha investito altri miliardi nello sviluppo di operazione legate al gas di scisto. Ma il crollo dei prezzi petroliferi ha portato a svalutazioni pretasse pari a circa 13 miliardi di dollari.

L’azionista attivista e fondo hedge Elliott Management, il quale detiene una quota del 4,1% del capitale circolante alla Borsa di Londra di BHP, sta provando a raccogliere consensi tra gli altri soci azionisti per persuadere i vertici di BHP a vendere le attività nel petrolio e gas di scisto.

“Se potessimo tornare indietro e fossimo in grado di sapere quello che sappiamo oggi, non rifaremmo le stesse scelte, sicuramente no. Ma guardando allo stato delle cose allora e immedesimandosi nella posizione in cui ci ci trovavamo”, ha spiegato Nasser durante un seminario aziendale, è più facile comprendere le scelte infelici fatte nel 2011 da BHP.

Il rimpianto riguarda più l’anno in cui è stato fatto l’investimento piuttosto che il settore: “Abbiamo comprato esattamente quello che pensavamo di comprare, ma è il timing che si è rivelato sbagliato“.