Wall Street tenta il riscatto, prima seduta di maggio positiva

2 Maggio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Il mese di maggio parte con il piglio giusto per l’azionario americano, che pare intenzionato a rimbalzare dopo un aprile nel complesso debole e volatile.

Nel finale, il Dow Jones aumenta di 117 punti, lo 0,66%, a quota 17.891 punti. L’S&P 500 sale di 16,13 punti, lo 0,78%, a quota 2.081 punti. Il Nasdaq segna un rialzo dello 0,88%, a quota 4.817 punti. Il petrolio a giugno al Nymex ha ceduto il 2,5% a 44,78 dollari al barile.

Il focus e’ sull’indebolimento del dollaro. A fare da traino sono i titoli finanziari (+1%) e quelli dei beni discrezionali (+1,3%). I rialzi si registrano nonostante l’Ism manifatturiero sia sia espanso a un ritmo piu’ contenuto del previsto ad aprile.

Gli investitori restano comunque in attesa del dato cruciale della settimana in arrivo venerdi’: il rapporto sull’occupazione del mese passato.

Dal punto di vista societario, annullato l’accordo per una fusione da oltre 30 miliardi di dollari tra i colossi energetici Halliburton e Baker Hughes.  Dopo avere chiuso aprile in calo del 14%, la performance mensile peggiore dal gennaio 2013, il titolo Apple chiude la giornata odierna con un altro poco invidiabile primato, ovvero l’ottava seduta di fila in ribasso, cosa che non succedeva dal luglio del 1998 ossia tre anni prima il lancio del primo iPod. L’ultima volta in cui il gruppo di Cupertino, California, ha registrato nove sedute consecutive in rosso era il giugno del 1991.

A mettere sotto pressione le azioni Apple e’ stata la trimestrale pubblicata la settimana scorsa, la prima in assoluto con vendite annuali di iPhone in ribasso e quella in cui i ricavi sono scesi per la prima volta da 13 anni. A peggiorare il quadro e’ stato l’annuncio dell’investitore attivista Carl Icahn, che ha liquidato la sua quota nel gruppo. Nell’ultimo anno il titolo Apple ha perso oltre il 25% e da inizio 2016 e’ scivolato di quasi il 12%. Nel finale perde lo 0,10% a 93,64 dollari.

Sul valutario, il dollaro è scivolato ai minimi di 18 mesi sullo yen. Tra le materie prime, i futures sull’oro si sono issati momentaneamente su livelli record sopra 1.300 dollari l’oncia. Dopo aver toccato la punta massima di 1.302,20 dollari, sono però scesi sotto la soglia psicologica dei $1.300.

Dow e S&P 500 hanno ceduto lo 0,5% e lo 0,3% in aprile, rispettivamente, mentre il Nasdaq ha accusato una perdita dell’1,9%.

Per la seconda seduta di fila il petrolio ha chiuso in calo le contrattazioni al Nymex. Il contratto a giugno ha ceduto il 2,5%, 1,14 dollari, 44,78 dollari al barile. Si tratta di minimi del 26 aprile scorso. Va ricordato che il greggio ha finito aprile in aumento di quasi il 20%.

A pesare sono dati che suggeriscono che la produzione nel mese scorso all’interno dell’Opec e’ salita, cosa che andrebbe a gonfiare le gia’ alte scorte mondiali. Non mancano gli analisti, come quelli di Commerzbank, che fanno notare come la produzione sarebbe stata piu’ alta se non ci fosse stato uno sciopero in Kuwait e interruzioni varie negli Emirati Arabi Uniti, in Venezuela e in Nigeria.

Cio’ significa che ad aprile la produzione Opec e’ stata a un passo dai livelli record di gennaio pari a 32,65 milioni di dollari al barile. Questo trend rischia di pesare sulle quotazioni anche se non manca qualche spunto positivo: stando a Barclays la domanda di greggio dalla Cina e’ cresciuta di 180.000 barili al giorno nel primo trimestre. Si tratta comunque di un dato basso rispetto a quanto visto negli anni passati.