Futures Usa in rosso

21 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo il pesante calo di ieri, Wall Street sembra orientata ad avviare anche oggi la seduta in territorio negativo.

A 2 ore e mezza circa dall’inizio della sessione, i contratti futures sul Dow Jones, sul Nasdaq e sullo S&P 500 puntano tutti verso il basso. LO S&P500 e’ in calo -0.75%, il Dow Jones -0.63% e il Nasdaq -0.58%.

Ieri e’ stato il peggior calo del Dow Jones in un anno. Sono cosi’ sei le sedute consecutive di ribassi con S&P 500, Dow e Nasdaq che hanno fatto il loro ingresso ufficiale in una fase di mercato orso (-10% dai massimi). Le perdite sono state massicce, con l’indice di volatilita’ VIX (noto anche come indice della paura) che ha fatto un balzo del 30%, ai massimi di 12 mesi.

Il Dow Jones ha ceduto giovedi’ il 3.6% a 10068.01 punti, l’S&P il 3.9% a 1071.59, mentre il Nasdaq lascia sul campo il 4.11% a 2204.01. Il paniere delle blue chip e’ arrivato a toccare punte di ribasso proprio sul finale, fattore che e’ stato attribuito anche alla fuga in massa verso i Titoli di Stato Usa, considerati l’asset piu’ sicuro in tempi di turbolenza. Il prezzoo dei bond e’ schizzato e il rendimento sul decennale del Tesoro Usa e’ scase a 3.2%, minimo dell’anno, con aumento del nervosismo tra i gestori sull’azionario.

L’indice CBOE, che viene considerato il miglior modo per misurare la paura che aleggia nei mercati, e’ arrivato a mettere a segno un rialzo del 30% oltre quota 45, il livello piu’ alto da oltre un anno.

Tutte e 30 le componenti del DJIA hanno perso quota, a cominciare da Caterpillar, Alcoa e General Electric (i colossi americani che esportano in Europa penalizzati da un euro debole e dal dollaro forte), che hanno accusato cali compresi tra -4% e -6%. Per il benchmark si e’ verificata una rara evenienza negativa, con 497 delle 500 azioni dell’indice in ribasso (per tutti i dettagli: leggere articolo borsa Usa di giovedi).

L’S&P 500 – ma anche gli altri due maggiori indici azionari – e’ ora entrato in una fase “formale” di correzione, in calo di quasi -11% dai massimi del 23 aprile scorso. Il paniere allargato ha inoltre bucato la media mobile di 200 giorni, secondo la maggior parte dei sistemi di analisi tecnica, un chiaro segnale di “sell” a lungo termine, poiche’ la curva e’ passata da ascendente a discendente (e uno dei concetti di base dell’AT). Stessa sorte anche per il Dow Jones Industrials e per il Nasdaq Composite, che hanno accusato ambedue flessioni di circa -10% dai massimi di aprile. Alcuni comparti poi risultano in caduta libera, come i finanziari, gli energetici e i materiali, crollati ciascuno -15% dal recente top di un mese fa.

Il Senato americano intanto ha approvato la riforma sanitaria voluta da Obama, che secondo i repubblicani, potrebbe essere un deterrente per la crescita dell’economia Usa, mentre nelle intenzioni del presidente Obama dovrebbe finalmente mettere a freno le maggiori anomalie e macroscopi inefficienze del sistema bancario e finanziario che hanno portato al crash e alla recessione del 2008. Si tratta della piu’ importante riforma finanziaria (adesso andra’ per l’approvazione alla Camera) in America dai tempi della Grande Depressione negli anni ’30.

Nella seduta odierna, oltre alle notizie che arriveranno dall’Europa, gli investitori guarderanno alle novità provenienti dal fronte aziendale. La giornata si preannuncia priva di dati economici rilevanti.