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Futures Usa deboli: timori in attesa di un weekend di fuoco

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New York – Futures sui principali indici azionari Usa ancora in ribasso (vedi valori a fondo pagina) a causa dei dati macro poco incoraggianti giunti dall’Europa, che non dicono in fin dei conti nulla di nuovo, ma confermano il momento di debolezza del Vecchio Continente e dunque l’impatto negativo per l’intera ripresa economica globale. Materie prime sotto pressione, cosi’ come l’euro, che scivola in area $1,2450.

In Usa il gap della bilancia commerciale si e’ ristretto in aprile, con le importazioni che hanno offuscato il primo calo delle esportazioni negli ultimi cinque mesi. Il deficit si e’ ridotto del 4,9% a $50,1 miliardi dai $52,6 miliardi di marzo. Le attese erano in media per una cifra pari a $49,5 miliardi.

L’indice S&P500 dovrebbe comunque chiudere la settimana in positivo, con la migliore avanzata settimanale dell’anno. Ad ora il listino è su +3,2%, la migliore variazione nell’arco di una settimana dal 23 dicembre. Dal picco toccato nel 2012 comunque, il 2 di aprile, l’indice si trova sotto -9,9%.

Le esportazioni tedesche hanno registrato un calo oltre le attese degli analisti, mentre la produzione industriale italiana ha subito un crollo in aprile, con -9,2% su base annua. Si tratta del calo peggiore dal novembre del 2009. Rispetto a marzo, la produzione è scesa -1,9%, mentre nella media dei tre mesi inclusi tra febbraio e aprile l’indice la flessione è stata pari a -2,5% rispetto al trimestre precedente.

Riguardo i dati Usa in arrivo, gli analisti credono in un calo del deficit nella bilancia commerciale in aprile, grazie al minore costo del petrolio, che dovrebbe aiutare a ridurre il conto delle importazioni del paese.

Nel ricordare il momento di difficoltà attraversato dal sistema bancario spagnolo, il governatore della Banca di Spagna ricorda che i forti problemi di finanziamento continueranno ad essere un fattore pericoloso per la stabilità del paese nel medio periodo.

Intanto un rappresentante della Commissione europea dichiara di non aver alcune notizie su richieste di aiuti da parte della Spagna. Nella giornata di ieri l’agenzia di rating Fitch ha declassato il merito di credito del paese a BBB, citando il maggiore costo per andare in soccorso alle banche spagnole, da €90 a €100 miliardi, in uno scenario di stress.

Tra i titoli societari, in calo Exxon Mobil, soffre della ritirata registrata dal greggio in giornata, che al momento cede circa 3 punti percentuali.

Male anche i principali titoli bancari, quali Bank of America, Citigroup e JPMorgan,, in calo di circa l’1%.

Dal fronte economico degli Stati Uniti, attesi i dati sulla bilancia commerciale alle 14.30, insieme alle rilevazioni sul tasso di disoccupazione. Alle 16.00 scorte di magazzino dei grossisti.

In ambito valutario, l’euro -0,86% a $1,2453 e -1,20% sullo yen a JPY 98,86. Dollaro/yen -0,35% a JPY 79,38.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures -2,96% a $82,31. Quotazioni oro -0,45% a $1.580,90 l’oncia. Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano all’1,57%, in calo di 6,1 punti base.

Alle 15.00 ora italiana (le 9.00 di New York), i futures sull’indice S&P500 arretrano del -0,3%, a 1.306,10 punti.

I futures sul Nasdaq giù -0,22%, a 2.525 punti.

I futures sul Dow Jones scendono -0,42%, a 12.354 punti.