Wall Street poco mossa, ignora crollo petrolio

14 Marzo 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) –  Dopo una partenza e una mattinata in calo, gli indici americani sono riusciti a risollevarsi, seppur di poco, ignorando il crollo del petrolio, che a sua volta ha all’attivo quattro settimane di guadagni. Nel finale, il Dow Jones e’ salito di 16,47 punti, lo 0,10%, a quota 17.229,78. L’S&P 500 ha perso 2,6 punti, lo 0,13%, a quota 2.019,59. Il Nasdaq ha guadagnato 1,81 punti, lo 0,04%, a quota 4.750.

Per una volta e’ venuta meno la correlazione tra l’azionario e la materia prima, che oggi ha risentito dei timori per un eccesso di scorte mondiali.

A riaccenderli e’ stato l’Iran, che non ha intenzione di congelare la produzione fino a quando la sua produzione non avra’ raggiunto i 4 milioni di barili al giorno. Si tratta di un livello il 25% superiore a quelli attuali. Nell’ultimo mese il greggio era salito del 45% sulla scia di un accordo preliminare tra Arabia Saudita, Russia, Qatar e Venezuela, nazioni disposte a mantenere la produzione sui livelli di gennaio. Intanto sale l’attesa per la riunione della Federal Reserve, la piu’ importante di quelle previste in settimana e riguardanti altre quattro banche centrali (Bank of Japan, Bank of England, Swiss National Bank e la norvegese Norges Bank).

Gli investitori mercoledi’ cercheranno di capire con che passo l’istituto guidato da Janet Yellen intende proseguire la normalizzazione della sua politica monetaria.

Il petrolio ad aprile al Nymex ha perso il 3,7% a 37,18 dollari al barile.

Nel frattempo, Morgan Stanley ha tagliato il prezzo obiettivo dell’indice allargato S&P 500 e di altri listini azionari mondiali. Gli strategist hanno citato la crescente paura di una nuova recessione globale. L’avviso ai giocatori di Borsa è quello di stare alla larga per un po’ dai titoli azionari dopo la corsa delle ultime settimane.

“Le revisioni al ribasso delle stime di crescita e l’incremento dei rischi politici ci spingono ad abbassare l’esposizione nell’azionario mondiale”, si legge in una nota. “La probabilità di una recessione globale è cresciuta”.

Il target price a 12 mesi dell’S&P 500 è stato tagliato a 2.050 punti dai 2.175 stimati in precedenza: significa che nel prossimo anno la Borsa americana salirà di appena l’1,4% rispetto al livello di chiusura di venerdì scorso di 2.022,19 punti.