FUSIONI E ACQUISIZIONI RADDOPPIATE IN ITALIA

13 Gennaio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Offerte pubbliche, high tech e cross border
hanno fatto raddoppiare lo scorso anno il valore delle operazioni di
fusione e acquisizione, con società italiane coinvolte, che è passato da
137.000 mld nel ’98 a 280.000 mld di lire. Il numero è cresciuto del 7% a
692.

Lo comunica una nota di KPMG, che ha realizzato la consueta
rilevazione.

Tra le prime cinque operazioni di M&A troviamo al primo posto l’opa ostile
di Olivetti/Tecnost su Telecom Italia, seguita dal collocamento del
31,7% di Enel, dall’offerta di Banca Intesa su Comit e l’opas Generali su
Ina, che proprio oggi ha ricevuto un nullaosta condizionato da parte
della Commissione europea.

La maggioranza delle operazioni (56%) è stata realizzata anche nel ’99
da società italiane in Italia, come in passato. E’ invece raddoppiato il
numero di M&A cross border (Italia su estero e viceversa), salito a 300.

Delle 144 operazioni italiane sull’estero (+55% su ’98), oltre il 70% ha
riguardato acquisizioni di società europee con “una netta predominanza”
delle attività verso Francia e Germania. Al di fuori dell’Europa, l’interesse
delle imprese italiane si è rivolto in prevalenza agli Stati Uniti (il 50%
delle operazioni extra-europee).

Gli investimenti esteri in Italia sono cresciuti del 26%. Gli Stati Uniti
guidano la classifica, soprattutto grazie all’attività dei fondi chiusi,
seguiti da Germania e Inghilterra. In crescita gli investimenti dalla vicina
Svizzera.

In generale, sia in Italia che all’estero, i comparti più attivi sono risultati
le telecomunicazioni, l’high tech e internet.

Secondo KPMG “determinante ai fini della crescita del mercato” è stato
l’impatto delle privatizzazioni, collocamenti e offerte pubbliche.

Rilevante, sottolinea lo studio, anche l’influenza delle operazioni
bancarie, in tutto 14 dal controvalore superiore a 1.000 mld di lire.