FT: Ue pagherà 6mila euro per ogni migrante salvato e accolto

24 Luglio 2018, di Alessandra Caparello

L’Unione europea offrirà ai paesi membri la cifra record di 6mila euro per ogni migrante salvato nel mediterraneo e accolto nel proprio paese. A rendere nota la proposta della Commissione europea il Financial Times secondo cui la stessa verrà presentata oggi alle 12 per rispondere alle indicazioni giunte in materia di migranti dal Consiglio Europeo del mese scorso.

Un piano, scrive il Financial Times, progettato per alleggerire la pressione sul nuovo esecutivo italiano che porta avanti politiche ‘anti-immigrazione’. Secondo il FT, l’Ue si proporrà di pagare ai governi seimila per ogni migrante accolto fino a un massimo di 500 persone. Gli incentivi finanziari, già proposti in passato, vengono ora così rinforzati a seguito delle ultime vicende che hanno vista protagonista l’Italia che in più occasioni ha alzato la voce e imposto ad altri stati membri di accogliere i migranti in mare. La proposta della Commissione, dice il quotidiano economico della City, agevolerebbe soprattuto la Spagna che ha accolto più di 1.200 migranti salvati in mare solo la scorsa settimana.

Altro punto cardine della proposta della Commissione  i centri controllati, per i quali la Commissione Europea offrirà agli Stati che li ospitano pieno appoggio dell’Ue e delle agenzie europee. Bruxelles preciserà che gli Stati membri potranno creare centri “ad hoc” su base temporanea, e premerà affinchè i centri ‘pilota’ siano lanciati il prima possibile.

Ieri il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha firmato la direttiva che ridefinisce modello vigente di accoglienza dei migranti, nell’ottica di ottimizzare i servizi e contenerne i costi. Il modello prevede una differenziazione di servizi offerti in relazione alle fasi dell’accoglienza dei migranti, nel rispetto delle norme internazionali ed europee, e assicura il risparmio di spesa pubblica. In altre parole Differenti modalità di assistenza per i richiedenti asilo e razionalizzazione della spesa.

“Le linee di intervento delineate oggi con la direttiva permetteranno di razionalizzare la spesa uniformandoci alla media dei Paesi”.