FT all’Italia: basta mandare in parlamento lobbysti

5 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

LONDRA (WSI) – Piuttosto che riformare il Senato e abolire le province, il governo di larghe intese dovrebbe liberarsi dei lobbysti, smettendola di fare eleggere in Parlamento centinaia di avvocati e altri professionisti che difendono i propri interessi.

Questi parlmentari sono lontani dall’elettorato che li elegge, ma sono molto abili nel ridurre la sostanza del concetto di ‘liberalizzazione’ dai disegni di legge che sarebbero invece studiati per aumentare la concorrenza e produrre riforme economiche.

A dirlo è il Financial Times in un editoriale molto critico nei confronti delle riforme della costituzione proposte in Italia e Irlanda.

La strana coalizione che unisce centro sinistra e centro destra ha in mente di riscrivere la legge elettorale attuale e liberarsi di 86 province lasciando 20 regioni e 8 mila comuni.

L’esecutivo vuole intoltre ridurre il numero di parlamentari e cambiare un sistema parlamentare che costituisce un’anomalia in tutta Europa. L’Italia è l’unico paese in cui Senato e Camera hanno gli stessi poteri legislativi.

La data prefissata per tali cambiamenti della costituzione è il 2014, ma se il governo di unità nazionale dovesse cadere, travolto dalle tensioni interne, le auspicate riforme salterebbero ancora una volta.