Francia esca dall’euro se vuole evitare il peggio

21 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

PARIGI (WSI) – Il nuovo peggioramento dei dati – in particolare il calo del Pil dello 0,1% nel terzo trimestre – “ha preso in contropiede il Governo francese. È stata una doccia fredda per l’Eliseo che sperava in una ripresa. Ora le speranze generate dal buon risultato del secondo trimestre ne escono seriamente ridimensionate.

Se la Francia non vuole lasciare che la sua economia muoia nel giro di 3-4 anni, la soluzione è uscire dall’area della moneta unica. Lo scrive l’economista francese Jacques Sapir sulle pagine del suo blog Russeurope.

Come dimostrano anche gli ultimi dati pubblicati sul PMI, da membro ‘core’ del blocco a 18, la seconda maggiore potenza economica della regione rischia di scivolare nella categoria della “periferia”.

Per Sapir la ricaduta nel periodo estivo non ha nulla di casuale, in quanto sarebbe frutto di una stagnazione che dura da ormai due anni. Inoltre alcuni fondamentali si stanno deteriorando progressivamente dall’introduzione dell’euro nel 2002.

Un esempio lo offre il processo di deindustrializzazione. Al pari dell’Italia, è questo l’effetto che la moneta unica ha avuto sulla Francia.

Un’alternativa però ci sarebbe: la dissoluzione dell’Eurozona. La possibilità di svalutare permetterebbe un miglioramento dei livelli di competitività rispetto all’area del dollaro e riseptto alla Geermania.

Una svalutazione superiore applicata da Spagna, Italia e Portogallo sarebbe in realtà più che compensata dalla svalutazione competitiva della Francia rispetto al dollaro e al nuovo marco tedesco.

I calcoli sono stati fatti nel dossier “Gli scenari della dissoluzione dell’area euro”, che sono stati pubblicati dalla Fondazione Res Publica, in cui si parla di un effetto positivo sul Sud d’Europa dalla rottura dell’euro.