Francia: con Brexit sì migranti verso UK e “tappeto rosso per le banche”

3 Marzo 2016, di Alberto Battaglia

ROMA (WSI) – Il popolo britannico, che presto sarà chiamato a pronunciarsi sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea, è sollecitato da più parti a scongiurare la Brexit, non solo dal premier, David Cameron, ma, ora, anche dal ministro dell’Economia francese, Emmanuel Macron.

Due sono infatti le “ritorsioni” che la Francia è pronta a mettere in atto in caso di abbandono dell’Ue da parte di Londra: il via libera al passaggio della massa di migranti della zona di Calais verso la Gran Bretagna e lo “stendimento di un tappeto rosso” per tutte le istituzioni finanziarie che, danneggiate dall’incerto accesso al mercato unico in uno scenario post-Brexit, fuggiranno dalla City. Lo ha annunciato il ministro francese in un’intervista al Financial Times.

Secondo Macron l’uscita del Regno Unito dall’Ue invaliderebbe un accordo bilaterale con Parigi, noto come Le Touquet, che consente allo Uk di operare i controlli alla frontiera, e rigettare dunque migranti indesiderati, sul lato francese della Manica. L’affermarmazione del ministro Macron punta dunque a fare breccia su uno dei fondamentali punti a favore della Brexit, quello sul controllo dei flussi migratori. Già il premier Cameron era stato tacciato di “allarmismo” dagli euroscettici del suo stesso partito, poiché aveva sostenuto che l’uscita britannica avrebbe, potenzialmente, traslocato la Jungle di Calais in Gran Bretagna. Macron, ora, sembra avallare i timori di Cameron.

Il secondo effetto collaterale di un’eventuale uscita, prosegue Macron, riguarda l’incertezza sull’accesso al mercato unico. La Brexit, in teoria, dovrebbe accompagnarsi all’accesso nell’area di libero scambio col mercato dell’Ue, cui fanno parte Norvegia, Islanda e Svizzera. Ma è possibile che, al fine di scoraggiare l’uscita, l’Ue si metta di traverso a questo scenario. Secondo Macron tali incertezze porteranno diverse istituzioni finanziarie a muoversi da Londra: “potremmo avere alcuni rimpatri dalla City of London”, afferma, riferendosi a quelle società trasferitesi in seguito al rialzo delle tasse francese del 2012.