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Forex: mercati in crisi di direzione

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*Questo documento e’ stato preparato da FXCM Forex Capital Markets. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

Mercati volatili e pesanti. Questi sono i due aggettivi che forse meglio descrivono la situazione che caratterizza l’andamento dei prezzi degli strumenti finanziari in questi giorni. E aggiungeremmo non direzionali

E’ sufficiente infatti gettare uno sguardo allo Speculative Sentiment Index di FXCM che, come ben sapete, indica il rapporto in base al posizionamento long e short tra compratori e venditori retail sui più importanti cambi valutari, per capire come le allocazioni di liquidità non rispondano a logiche precise di propensione ed avversione al rischio; infatti i retail continuano ad essere lunghi di euro e sterlina ma permangono ribassisti su dollaro australiano e neozelandese, come mostra con grande evidenza l’indice.

Questo sottende di fatto a una mancanza di chiarezza della situazione complessiva del mercato, con i trader che preferiscono focalizzarsi tecnicamente sui singoli cambi piuttosto che fondare le proprie scelte operative su dinamiche correlative che sovente (noi diremmo quasi sempre) hanno aiutato non poco in chiave interpretativa delle price action.

Il contesto macroeconomico, poi, non contribuisce di certo a fornire chiarezza e qui torniamo alle caratteristiche attribuite al mercato all’inizio di questo articolo: da un lato la volatilità, perché di fatto i volumi scambiati sono stati piuttosto elevati ma da questo non ne è scaturita una tendenza predominante e i ribaltamenti di fronte sono stati frequenti e nervosi, e dall’altro la pesantezza, perché di base i prezzi scontano situazioni assolutamente irrisolte e lungi dal trovare un esito da un punto di vista macroeconomico.

Ci riferiamo, sul fronte europeo, ai dati che si sono susseguiti ieri mattina su Spagna – inflazione peggiore delle attese – Francia – Conto corrente e Salari non agricoli – e soprattutto Germania, con L’Opinione Economica Tedesca del ZEW negativo oltre le attese già di certo non lusinghiere. A tutto ciò l’America non ha certo contribuito e Wall Street ancora una volta archivia una seduta negativa sui timori dell’ormai famigerato “fiscal cliff”.

Il precipizio fiscale e il possibile impatto sull’economia americana sono un problema reale e molto sentito: se infatti non si dovesse riuscire a trovare un accordo, non dimenticando che il Congresso Americano è a maggioranza repubblicana, si rischierebbe un’entrata in recessione della più grande economia mondiale con ripercussioni devastanti per la già complicatissima situazione europea e mondiale.

Per avvicinarsi alla nostra sezione di analisi tecnica vale la pena sottolineare il giudizio positivo di Moody’s nei confronti dell’Australia, con la piena riaffermazione della tripla A con tanto di outlook positivo mentre peggiori delle attese sono state le release sulla Nuova Zelanda, tutto ciò a contribuire alla già complessa chiave di lettura del mercato. Ci azzardiamo ad avanzare l’ipotesi di una possibile giornata positiva su azionario e valute pro rischio, con l’euro che sembra poter andare a cacciare le resistenze di breve e lo yen rifiatare.

EurUsd

Riprendiamo in parte l’analisi di ieri in quanto il movimento è rimasto assolutamente laterale all’interno circa di un range di 30 pips. Non vi è stata infatti, nonostante il nervosismo, un chiaro orientamento né un tentativo di ricerca di punti di supporto e resistenza significativi. Rispetto alla giornata di ieri ora la media a 21 periodi funge da supporto in un grafico orari con la price action che sta provando a violare la trendline ribasssista che congiunge i massimi significativi a partire da fine ottobre. Resta ancora 1,2740 il primpo target al rialzo con estensione a 1,2765.

UsdJpy

La situazione di forte lateralità di dollaro/yen sembra essere stata bruscamente interrotta proprio in queste ore, con il cambio in forte correzione contraria rispetto alla divergenza ribassista che ancora grava su un time frame giornaliero. Stessa divergenza che ora viene fortemente messa in discussione sul superamento del livello statitoc di 79,65 e della media a 200 periodi sul medesimo timeframe. Diventa ora 80 il prossimo e vicino obiettivo che potrebbe ben lavorare da diga al prezzo, per prime prese di profitto e ritracciamenti di nuovo in area 79,65. Una tendenza positiva perdurante potrebbe condurci fino a 80,40.

EurJpy

Rientra perfettamente in quanto detto pocanzi in merito alla possibile ripresa dell’euro e alla debolezza di yen, l’analisi di questo cross. Si sta infatti ora manifestando in tutta la sua potenza la divergenza rialzista (segnalata ieri all’interno del forum) sul grafico a 4 ore in grado superare la media 21 è di portare il prezzo al primo livello di resistenza a 101,60. Il superamento di esso ci condurrebbe all’area di resistenza rappresentata dalla confluenza di media a 100 e 200 periodi sempre sul 4 ore in zona 102/102,20 quest’ultimo punto di transito della media significativa a 200 periodi su orizzonte giornaliero. Ritorni in area 101,20 tornerebbero a mettere in discussione la view sopra descritta a favore dei primi supporti situati in area 100,85.

GbpUsd

Ancora su di un grafico daily è ben visibile un quadro tecnico chiaramente al ribasso e il superamento dell’importantissimo supporto di 1,5915 segnalato ieri, ne è stata una dimostrazione lampante. 1,5975 ha per ora costituito una rilevante resistenza perché, perdonate la ridondanza, l’indicatore della media mobile a 200 periodi si rivela ancora decisivo nella sua funzione di opposizione al prezzo. Sembra potere essere in ripresa anche questo cambio che tuttavia deve superare l’importante test di 1,5910. Nuovi minimi sotto 1,5875 potrebbero invece scaturire ancora pesanti vendite verso il primo 1,2820 e 1,5770 in estensione.

AudUsd

Anche in questo caso ci sentiamo di ribadire in parte l’introduzione fatta ieri e cioè che, a dispetto della generalizzata avversione al rischio di questi giorni, che premia perlopiù gli acquisti di dollari americani, il dollaro australiano mostra ancora un’importante forza relativa che gli ha permesso di riportarsi con decisione sopra 1,0400 e di rafforzare questo contesto nell’ambito del giudizio pisitivo sul suo rating di cui accennavamo sopra. La media a 21 periodi sul grafico orario accompagna ancora perfettamente il prezzo e diventa ideale per lavorare sui pullback in quello che potrebbe essere un rialzo continuativo, soprattutto dopo il superamento dell’importante resistenza statica posta a 1,0450. 1,0480 prossimo target di breve.

XauUsd

Il metallo giallo non ha fatto che ampliare la fase congestiva che ha intrappolato la sua price action nelle giornate di lunedì e martedì. Ora il range consolidato è infatti delimitato ada 1740 dollari l’oncia al rialzo e 1720 al ribasso. Attenzione agli incrementi di volatilità tipici dopo queste lunghe fasi di lateralità e al possibile inizio di una tendenza proprio alla violazione di uno dei due livelli. Si potrebbe perciò operare in breakout con ordino OCO al di fuori degli stessi e nel contempo lavorare la fase laterale con obiettivi a 10/15 dollari. 1700 al ribasso e 1755 al rialzo gli obiettivi.

USOil

Situazione ancora estremamente controversa quella del petrolio che non vuol saperne di uscire dalla fase laterale che lo attanaglia. Ribadiamo i primi livelli significativi che restano a 86 dollari il barile con estensione a 86,75 al rialzo, e 84,70 e 84,10 al ribasso.

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