Fondi tematici e inflazione, il punto di Galliano (Natixis)

21 Aprile 2022, di Massimiliano Volpe

Di fondi tematici e inflazione se ne è parlato anche a Consulentia 2022. Nel corso dell’evento Anasf abbiamo incontrato Barbara Galliano, Deputy Country Head, Head of Retail distribution Italia di Natixis Investment Managers, che ci ha illustrato le peculiarità delle loro strategie in questo particolare segmento di mercato.

Che porzione del portafoglio deve essere investita in fondi tematici vista la loro maggiore volatilità rispetto ai fondi tradizionali?

Possiamo constatare che le strategie azionarie tematiche hanno da qualche tempo assunto un ruolo importante nell’asset allocation degli investitori europei e gli italiani non fanno eccezione. In base alle analisi dei portafogli modello delle banche e dei professionisti investimento effettuate a livello di Natixis Investment Managers Solutions Portfolio Clarity le esposizioni sono passate da livelli inferiori a 2% nel periodo pre-pandemico a proporzioni che superano il 5%, con una tendenza in ulteriore crescita  all’accelerarsi di una serie di tendenze a lungo termine. Il dato emerge dai nostri dati basati sull’analisi di 84 portafogli modello nel periodo febbraio 2019/febbraio 2020 e su 104 portafogli modello nel periodo marzo 2020/giugno 2021.

Più che una maggiore volatilità strutturale rispetto ad un investimento azionario, le nostre analisi evidenziano un diverso comportamento in differenti fasi di mercato e a seconda dei sottotemi considerati con un indubbio potenziale di diversificazione che questi investimenti conferiscono ad un portafoglio, riducendo di fatto la volatilità attraverso il beneficio di una minore correlazione.

Come per tutti gli investimenti, le strategie monotematiche si associano a rischi che andranno valutati in base ai propri profili. Ad esempio sono caratterizzati da un rischio specifico maggiore (per una naturale concentrazione a aziende e sottosettori). Un modo per attenuarlo potrebbe consistere nel diversificare ricorrendo a temi diversi come per esempio strategie legate alla sicurezza, robotica, acqua, nuovi modelli di consumo che possono conferire un beneficio di diversificazione del 30% circa in termini di diversificazione ad un portafoglio modello costituito per il 50% da esposizione azionaria.

Vi sono però solide argomentazioni per ritenere che l’investimento tematico potrebbe migliorare anche i risultati dell’asse allocation in generale anche rispetto all’esposizione geografica tradizionale.

 

Come dovrebbe essere composto un portafoglio ideale in un momento di alta inflazione come quello attuale?

La vera domanda risiede nell’interpretazione di questo scenario di alta inflazione che pare per gran parte ancora derivare da una certa alterazione nelle catene di approvvigionamento, ulteriormente acuita dall’attuale crisi geopolitica che alimenta preoccupazioni proprio sul fronte petrolio/gas/commodities. Non è tuttavia immediato definire se questo scenario potrà protrarsi a 12-18 mesi.

E’ quindi importante costruire un portafoglio che ricerchi una migliore diversificazione e non puntare su uno scenario specifico.

In generale le asset class rischiose manifestano una probabilità più elevata di proteggere dall’inflazione. E con questo, ci riferiamo all’azionario, High Yield e commodities. Settori come utilities, energia, materie prime e Paesi esportatori di commodities tradizionalmente traggono vantaggio da fasi di rialzo dell’inflazione.

 

Cosa dovrebbe ricordare ai clienti un consulente finanziario in questa fase di mercato?

I temi di lungo periodo non presentano una marcata correlazione tra la loro sovraperformance e i fattori macro tipici quali la crescita, l’inflazione o i tassi d’interesse. Alcuni trend sono caratterizzati da irreversibilità, per cui è molto improbabile che dalle fonti rinnovabili si torni ai combustibili fossili ed è altrettanto chiaro che robotica e automazione stanno sostituendosi ai processi manuali e non viceversa.

L’obiettivo dei consulenti è di ripensare il portafoglio in modo che abbia un potenziale di rendimento reale positivo, caratterizzato da una buona proporzione di asset rischiosi, in ponderazioni commisurate a profili di rischio, orizzonti ed obiettivi, ma anche da una buona tenuta nei confronti dei rischi. E come sappiamo sono proprio i rischi non noti che hanno maggiori probabilità di impattare sui mercati e stravolgere i portafogli.