Fondi immobiliari sulla cresta dell’onda inflattiva: guida rapida al loro funzionamento

11 Novembre 2022, di Giulia Schiro

L’elevata inflazione erode il valore reale dei risparmi “parcheggiati”. Investire nei cosiddetti “beni rifugio”, come gli immobili, può aiutare a proteggerli da un tasso di inflazione che, nell’ultima rilevazione Istat di settembre 2022, in Italia si è attestato all’8,9% annuo. I fondi immobiliari permettono di diversificare il portafoglio con strumenti diversi rispetto ai tradizionali fondi comuni, obbligazioni, polizze e azioni investendo su asset tipicamente illiquidi e di beneficiare della situazione contingente e, per questo, stanno riscuotendo un interesse crescente da parte degli investitori. Ma come funzionano e come investono nell’immobiliare questi strumenti?

Presenti in Italia dal 1998, i fondi comuni di investimento immobiliari trasformano gli investimenti immobiliari, che per loro natura richiedono tempi più lunghi degli investimenti di tipo mobiliare, in quote di attività finanziarie, che consentono di generare liquidità senza che l’investitore debba acquisire direttamente un immobile.

Fondi immobiliari: cosa sono

I fondi immobiliari investono il patrimonio in misura non inferiore ai due terzi in beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari. Sono chiusi, ovvero prevedono un diritto al rimborso della quota sottoscritta solo ad una certa scadenza.

La durata minima prevista da queste particolari tipologie di investimento finanziario è pari a 10 anni mentre la massima può raggiungere anche i 30. La data di scadenza segna anche il momento in cui il patrimonio verrà ripartito, e distribuito, come stabilito all’interno del prospetto informativo. Di solito poi viene anche previsto un obiettivo di rendimento che è poi distribuito attraverso dividendi di acconto.

Come funzionano

I fondi immobiliari nascono con una dotazione iniziale prestabilita di patrimonio, variabile per effetto delle normali variazioni di valore connesse all’apprezzamento/deprezzamento dei beni. Tale patrimonio viene suddiviso in un numero predeterminato di quote. La prima fase della nascita di un fondo immobiliare ordinario parte con la sua sottoscrizione. Se in un “apporto” il proprietario dei beni immobiliari conferisce al fondo gli immobili ed in cambio riceve delle quote del fondo, obiettivo del fondo immobiliare ordinario è invece proprio quello di raccogliere un determinato ammontare di denaro presso i suoi sottoscrittori (investitori), per poi utilizzarlo nella gestione del portafoglio. Le sottoscrizioni sono aperte fino al raggiungimento di tale ammontare, raggiunto il capitale necessario le sottoscrizioni vengono chiuse.

Vi è poi una seconda fase in cui, una volta che il denaro è stato raccolto, il fondo seleziona gli immobili da rilevare secondo le linee di gestione prestabilite: quelli che privilegiano immobili residenziali e ad uso uffici, altri immobili commerciali e altri ancora zone da edificare o complessi da ristrutturare. Le quote possono essere sottoscritte, entro i limiti della disponibilità del fondo, solo durante la fase di offerta ed il rimborso avviene di norma solo alla scadenza. Resta invece possibile acquistarle o venderle in un mercato regolamentato nel caso siano ivi negoziate.

Colombini Group Contract per soluzioni immobiliari “chiavi in mano”

Investire nel real estate non significa però solo acquistare immobili, ma anche contribuire alla realizzazione di progetti finiti, cioè immobili già arredati pronti per essere abitati e utilizzati.

Colombini Group Contract, la divisione autonoma del gruppo Colombini che si occupa dei servizi per il mondo del real estate, può diventare il partner ideale per i fondi immobiliari che mirano a investire nei progetti “chiavi in mano”. Spiega Gianni Roveda, direttore di Colombini Group Contract:

nonostante le difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime che purtroppo stiamo vivendo in questo momento, riusciamo a contenerne le conseguenze grazie al pieno controllo della filiera. Non solo produciamo in-house l’80% delle forniture, che sono perciò baluardo del made in Italy, ma forniamo ai nostri partner del real estate un vero e proprio servizio integrato, non solo arredi. Dalla progettazione, interior design e produzione, ai servizi di installazione, logistica e post vendita, offriamo ai nostri partner la possibilità di affidarsi a un unico fornitore di riferimento per la gestione chiavi in mano dei flussi di cantiere. Siamo un interlocutore affidabile, sia in termini di struttura produttiva e finanziaria che di servizio, e cerchiamo continuamente il giusto compromesso tra qualità e costo per offrire soluzioni con un buon value for money”.

L’azienda leader in Italia nell’industria dell’arredamento è anche molto attenta a mantenere il passo con i trend in atto e, per questo, sta orientando la sua offerta verso soluzioni d’arredo moderne “total living” che rispondano alle nuove modalità di vita flessibile, seguendo le tendenze più in voga all’estero che stanno conquistando anche il mercato italiano nelle 3 macroaree del settore immobiliare: built to rent e co-living nel segmento residenziale; senior living, hotel e student housing nel segmento hospitality e coworking nel segmento uffici e ambienti di lavoro.