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C’è un leggero ma significativo segnale di ottimismo nelle nuove previsioni economiche del Fondo Monetario Internazionale (FMI), che ha ritoccato al rialzo le sue stime per la crescita dell’economia italiana. Secondo l’aggiornamento di luglio dell’Economic Outlook, il PIL dell’Italia crescerà dello 0,5% nel 2025, un decimale in più rispetto alle previsioni pubblicate ad aprile. La crescita prevista per il 2026, invece, resta stabile allo 0,8%, in linea con quanto già stimato in precedenza.
Non si tratta di una rivoluzione, ma di un aggiustamento che riflette una maggiore fiducia nella resilienza del sistema economico italiano in un contesto globale che resta comunque incerto e delicato. “La resilienza dell’economia globale è positiva, ma anche fragile”, ha spiegato Pierre-Olivier Gourinchas, capo economista del FMI. “Sebbene lo shock commerciale possa rivelarsi meno grave di quanto inizialmente temuto, resta comunque significativo, e si moltiplicano le evidenze del suo impatto negativo sull’economia globale”.
Fmi alza le stime del PIL
Le nuove previsioni del FMI non riguardano solo l’Italia, ma si inseriscono in un aggiornamento più ampio sulle prospettive dell’economia mondiale. Il PIL globale per il 2025 è stato rivisto al rialzo al 3%, con un miglioramento di 0,2 punti percentuali rispetto ad aprile. Per il 2026 si prevede una crescita leggermente superiore, al 3,1%, anch’essa rivista in positivo (+0,1%).
Questo miglioramento è in parte dovuto a scambi commerciali più intensi del previsto, alimentati dalla volontà di molti Paesi di anticipare l’introduzione di nuovi dazi doganali. Inoltre, le tariffe effettive si sono rivelate più basse rispetto a quanto stimato in primavera, riducendo il potenziale impatto negativo sul commercio globale.
Tuttavia, Gourinchas invita alla prudenza. “Lo scenario di base delle nostre previsioni si fonda su un precario equilibrio delle politiche commerciali, che sono ancora in fase di negoziazione. Il quadro resta quindi fortemente incerto, con rischi prevalentemente orientati al ribasso”.
Italia e Germania in leggera ripresa, stabili Francia e Spagna
Guardando all’Eurozona, oltre all’Italia, anche la Germania vede migliorare le sue prospettive per il 2025: il Pil è ora atteso in crescita dello 0,1%, una revisione positiva rispetto allo stallo previsto ad aprile. Nessun cambiamento, invece, per Francia e Spagna: la prima mantiene una previsione di crescita dello 0,6%, mentre la seconda conferma un più vivace +2,5%.
In particolare, il caso italiano è interessante. Il FMI riconosce all’Italia una performance fiscale solida, coerente con le regole europee di bilancio, pur evidenziando la necessità di mantenere alta l’attenzione sul debito pubblico, definito “persistentemente alto”.
I dazi Usa e il loro (limitato) impatto sulle stime
Le previsioni del FMI sono state elaborate prima dell’annuncio degli accordi sui dazi commerciali tra gli Stati Uniti, il Giappone e l’Unione Europea. Tuttavia, l’istituto di Washington ha precisato che questi nuovi accordi non modificheranno sostanzialmente le stime già pubblicate.
“Nel nostro scenario di base avevamo considerato dazi Usa attorno al 17%”, ha spiegato Gourinchas. “E da quello che possiamo vedere finora, gli accordi attuali non si discostano molto da quella soglia. Potrebbero essere leggermente inferiori o superiori, ma il punto è che le nostre previsioni rimangono in linea con quanto stimato una decina di giorni fa, quando le abbiamo finalizzate”.
Nonostante i segnali positivi, il FMI sottolinea come la crescita globale rimanga deludente rispetto agli anni precedenti la pandemia. Il tasso di crescita intorno al 3% è giudicato inferiore alla media pre-Covid, segno che la ripresa economica globale è ancora lontana da un pieno consolidamento. Inoltre, le previsioni sul commercio indicano un calo persistente della domanda, che secondo le stime dovrebbe passare dal 57% nel 2024 al 53% nel 2030.