Fmi: immobiliare italiano primo per deprezzamento tra economie avanzate

4 Aprile 2019, di Mariangela Tessa

L’Italia, tra le economie avanzate del Pianeta, è quella che nel quinquennio 2013-2018 l’Italia ha registrato il maggiore calo del prezzo degli immobili sia sul territorio nazionale sia nella capitale Roma, segno della difficile situazione economica del Paese.

A dirlo è il Fondo Monetario Internazionale nel capitolo analitico Global Financial Stability Report pubblicato ieri, che ha evidenziato  un calo reale quasi del 4%, insieme a Finlandia, Singapore, e la Francia. Gli ultimi due casi, fa notare lo studio – basato sui dati di Banca dei Regolamenti Internazionali e Ocse – hanno però visto un’impennata nei prezzi delle case nelle rispettive capitali.

Secondo il rapporto dell’istituzione di Washington – che per questa elaborazione ha attinto dai dati di Banca dei Regolamenti Internazionali e Ocse – tra il 2013 e il secondo trimestre del 2018 gli incrementi reali maggiori sono stati registrati dall’Irlanda, seguita dalla Nuova Zelanda, dall’Australia, dal Canada e della Norvegia.

Lo studio è particolarmente rilevante perché, secondo gli esperti del Fmi, la misurazione dei prezzi a rischio delle abitazioni aiuta a prevedere i rischi al ribasso per la crescita del PIL, in modo maggiore rispetto alle misure più semplici degli squilibri sui prezzi delle abitazioni, ed è quindi uno dei modelli di allarme precoce per le crisi finanziarie.