Fmi: Christine Lagarde verso un mandato bis

21 Gennaio 2016, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Via libera ufficiale da parte del Fondo monetario internazionale all’iter per selezionare il nuovo direttore generale, iter che potrebbe concludersi già il 3 marzo prossimo. A renderlo noto Aleksei Mozhin, membro del Board esecutivo del Fondo.

Sicuramente l’attuale direttore generale Christine Lagarde rimarrà in carica fino al 5 luglio, anche se ad ottobre aveva dichiarato un certo interesse per un secondo mandato.

 “Questi potrebbero essere i miei ultimi Annual Meetings ma spero non lo siano, ma non sta a me decidere ma ai Paesi membri”.

E sembra che allo stato attuale non ci siano ostacoli alla conferma dell’attuale direttore per un mandato bis. Christine Lagarde, la prima donna alla guida del Fondo, è molto apprezzata per il lavoro svolto, anche dai Paesi emergenti su cui la stessa punta per un maggior riconoscimento. L’unica incognita alla sua rielezione riguarda una causa pendente in cui è coinvolta ma che riguarda il suo paese, la Francia, dove è attesa per  testimoniare in un processo per presunta negligenza in una decisione presa quando era a capo del Ministero delle finanze d’Oltralpe.

L’iter per la scelta del prossimo direttore generale dell’Fmi dovrà essere “trasparente, aperto e basato sul merito”, così dicono dallo stesso Fondo. Fino al 10 febbraio ci sarà la fase di nomination in cui ogni governatore o direttore esecutivo può presentare un nominativo. Il candidato di successo deve vantare una carriera professionale “eccezionale”, competenze diplomatiche e manageriali comprovate, deve essere “imparziale”, con doti comunicative “efficaci” e deve essere cittadino di uno dei 188 Paesi membri del Fondo.

Spetta poi al segretario chiedere alle stesse persone “nominate” se interessate al ruolo e se accettano, verrà stilata la lista dei candidati al ruolo di direttore generale.  Se i candidati sono più di tre, non verranno svelate le loro identità ed entro 7 giorni dovrà essere stilata una short list con tre nomi resi poi noti  al pubblico. Tutti i candidati finali si incontreranno a Washington e successivamente il Board discuterà i punti di forza dei candidati e farà la scelta finale.