Economia

Fmi boccia il reddito di cittadinanza: costoso e inefficace

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NEW YORK (WSI) – Il reddito di cittadinanza tanto caro al MoVimento 5 Stelle è ritenuto “costoso e poco efficace”. Spietato il giudizio che fornisce il Fondo Monetario Internazionale sullo strumento che, sebbene punti a calmierare le diseguaglianze, rischia in alcuni contesti di finire per essere controproducente.

La valutazione sul reddito di cittadinanza è contenuta nel Fiscal Monitor dell’istituto guidato da Christine Lagarde,  nel capitolo 1 intitolato Contrastare le diseguaglianze. In esso si dà un giudizio sull’Ubi, ossia l’Universal basic income, il reddito universale o reddito di cittadinanza, con uno modello tecnico che prende in considerazioni otto Stati: Brasile, Egitto, Francia, Messico, Polonia, Sudafrica, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.

Secondo l’Fmi, l’Ubi può funzionarie in paesi emergenti dove il welfare è poco efficace, ma in quelli cosiddetti ricchi, quali Usa, Francia e Gran Bretagna, rischia di costare troppo rispetto alle forme attuali di assistenza. Come spiega il direttore del dipartimento Affari bilancio, Vitor Gaspar:

Un reddito di base universale può rappresentare un’opzione valida per sostituire spese sociali inique e inefficienti. Tuttavia poiché è universale, l’Ubi può essere costoso e non raccomandabile in contesti di bassa capacità di manovra di bilancio.

Così se da un lato il reddito universale può servire per combattere la povertà, dall’altro non sempre è economicamente sostenibile.  Oltre a rischiare di scoraggiare la ricerca di lavoro, come si legge nell’ultimo report Fiscal Monitor, l’Ubi avrò un certo impatto sui conti pubblici, impatto molto variabile ma con costi che  lievitano soprattutto nelle economie avanzate.

Nel caso di un reddito di cittadinanza pari al 25% del reddito medio pro capite, il conto per le finanze pubbliche può arrivare al 6,5% del Pil nel caso dei Paesi economicamente più sviluppati, ma anche al 3,75% nelle economie emergenti e in via di sviluppo.