Fmi all’Italia: “introduca salari minimi, no a misure insostenibili per debito”

19 Luglio 2018, di Mariangela Tessa

Le misure fiscali e di spesa messe in conto dal Governo italiano non convincono del tutto il Fondo Monetario Internazionale. Come si legge nel rapporto articolo IV sull’Eurozona pubblicato dall’istituto di Washington,

“in Italia il nuovo governo preferisce misure fiscali e di spesa che, se applicate nella loro interezza, provocherebbero una significativa espansione fiscale, in contrasto con la sostenibilità del debito”.

Secondo il Fmi, più in generale, i grandi Paesi con ampio spazio di manovra fiscale

“dovrebbero continuare a ricercare spese addizionali per sostenere il potenziale”, ma “sfortunatamente i piani nazionali di bilancio fanno troppo poco o vanno nella direzione sbagliata”.

Inoltre, vari paesi con alto debito, tra cui Italia, Portogallo e Spagna, “continueranno a fare aggiustamenti solo marginali quest’anno o non ne faranno per nulla, nonostante output gap in riduzione o positivi”.

Per l’Italia, secondo l’istituto di Washington, è prioritario invece varare riforme per favorire “l’incremento della concorrenza sui mercati di prodotti e servizi, l’aumento dell’efficienza del settore pubblico, la riforma del mercato del lavoro e della giustizia civile”

Di qui la raccomandazione al Governo affinché

“assicuri un processo annuale di adozione di leggi a favore della concorrenza, con emendamenti anche su servizi pubblici locali, trasporti e servizi professionali e legali”, ma anche “allinei i salari alla produttività”, riducendo le disparità regionali sull’occupazione “dando chiara priorità a contratti aziendali e introducendo un salario minimo nelle regioni, potenzialmente differenziato”.

L’istituto raccomanda infine di “rafforzare il ruolo delle politiche attive per il mercato del lavoro (Almp, active labour market policies) e di estendere i nuovi contratti del Jobs Act a tutti i contratti a tempo indeterminato nel settore privato”.