Flat tax, si avvicinano posizioni M5S-Lega: “al 15% fino a 50 mila”

9 Aprile 2019, di Mariangela Tessa

Negli ultimi giorni al centro di tensioni nella maggioranza di governo, la diatriba sulla flat tax, misura fortemente voluta dalla Lega, sembra essere avviata ad una soluzione. M5S e Lega pare infatti abbiano trovato un accordo. A confermare il raggiungimento di un compromesso, ci ha pensato ieri Luigi Di Maio, che in una nota ha dichiarato:

“La flat tax ci sarà nel Def, con il coefficiente familiare come avevamo chiesto, affinché della riduzione non ne possa beneficiare chi è più ricco, ma le famiglie che ne hanno realmente bisogno, come chiediamo da giorni”. “In questo senso – ha aggiunto – esprimiamo grande soddisfazione”.

Ulteriori dettagli sono arrivati dal vicepremier Matteo Salvini: 

“La stiamo studiando fino a un reddito familiare di 50mila euro – ha spiegato ospite di “Quarta repubblica”, aggiungendo: “Se sei sotto una certa soglia paghi il 15% di tasse, uguale per tutti. La sperimentazione dall’anno prossimo”.

Si avvicinano dunque le posizioni di Salvini e Di Maio, che sembravano distanti fino a pochi giorni fa e la tassa piatta sembra destinata a trovare posto nel Def, sfidando resistenze del ministro dell’Economia Giovanni Tria. Su come realizzarla, però, prosegue la lite tra M5s e Lega. Salvini propone un “primo mattone” di tassa piatta al 15% per famiglie con reddito fino a 50mila euro e per lavoratori dipendenti, mentre Di Maio, come già detto punta all’attuazione attraverso, “il coefficiente familiare”.

In ogni caso la partita del Def si giocherà in un vertice in programma a Palazzo Chigi alle 14:30, a due ore dalla convocazione del Consiglio dei ministri che dovrà dare il via libera al Documento di economia e finanza. Il passaggio è delicato perché il governo gialloverde dovrà abbassare le stime di crescita e certificare la stagnazione.