Fisco: all’estero il 29% di euro evasi

26 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Per ogni 3 euro sottratti al fisco uno finisce all’estero. Prevalentemente in Lussemburgo se si tratta di società (24% dei casi) e in Svizzera per le persone fisiche (13%). Il peso dei fenomeni di evasione ed elusione internazionale rispetto al totale è pari al 29%.

Ma si intensifica la lotta agli illeciti transfrontalieri: nei primi quattro mesi del 2014 le somme recuperate a tassazione dalla Guardia di finanza ai fini delle imposte dirette hanno superato i 10 miliardi di euro. Un risultato che, se proiettato su base annua, potrebbe addirittura raddoppiare quanto scovato nell’intero 2013 nelle operazioni con l’estero (circa 15,1 miliardi).

Già a partire dallo scorso anno, l’Atto di indirizzo per la definizione delle priorità politiche del Mef ha attribuito alle Fiamme gialle il compito di contribuire all’attuazione dell’obiettivo riguardante «l’ulteriore rafforzamento della lotta all’evasione e all’elusione, con misure di contrasto ai fenomeni dei paradisi fiscali e degli arbitraggi fiscali».

A tale scopo il Corpo ha emanato apposite direttive che, anche in linea con il documento Beps sulla pianificazione fiscale aggressiva diffuso dall’Ocse, mirano a contrastare l’utilizzo strumentale dei benefici offerti dai paradisi fiscali. Sotto la lente ci sono tutti quei gruppi multinazionali che, attraverso specifiche transazioni intercompany con le imprese estere controllate e collegate, sfruttano i disallineamenti esistenti tra le varie giurisdizioni e realizzano il c.d. «treaty shopping».

In questo modo è cresciuto il peso dell’evasione transfrontaliera riportata alla luce dalla Gdf rispetto al risultato complessivo. Lo scorso anno, per esempio, a fronte dai 52 miliardi di euro complessivamente recuperati, circa 15 facevano riferimento a fattispecie crossborder (29%).