Fintech dei millenials: consulente bancario su Facebook e in chat

19 Marzo 2018, di Livia Liberatore

La startup francese del Fintech Bruno offre un assistente personale a cui si accede con Messenger ed è rivolta ai Millennials fra i 18 e i 30 anni, la fascia di popolazione che sta ricevendo i primi stipendi e non è nel radar dei consulenti bancari. Florent Robert e Louis Chavane spiegano che l’obiettivo di Bruno è essere il primo consulente bancario dei giovani, a cui propone una soluzione per la gestione del conto corrente. Dalla sua creazione, lo scorso 5 febbraio, Bruno ha fatto risparmiare ai suoi utenti quasi 200.000 euro, con una media di 120 euro al mese e per persona.

Bruno funziona con un account che risponde in modo automatico e ogni settimana, e che rileva l’importo ottimale che si può mettere da parte. Ha quindi una funzione di consulente dei risparmi e avvisa se il conto corrente va in rosso. L’utente deve solo premere i pulsanti, come saldo, transazione, risparmio, deposito, prelievo. Il denaro depositato sul conto Bruno è detenuto da Crédit Mutuel Arkea, unico partner, e circola solo in un circuito chiuso tra il conto corrente e l’account Bruno.

La startup francese è riconosciuta anche come “Intermediario in operazioni bancarie e servizi di pagamento” (IOBSP), quindi la sua attività è regolata e controllata.

“Depositando i tuoi risparmi in un conto separato, eviti di spendere quei soldi per un capriccio e puoi seguire con facilità i tuoi progressi”, spiegano i fondatori di Bruno sul sito della startup, “al contrario, lasciando i tuoi risparmi sul tuo conto corrente, può essere difficile orientarsi. Sono davvero risparmi? Devo ancora pagare l’affitto, quanto mi resterà dopo?”

A differenza di molte start-up di Fintech, Bruno non appartiene, almeno per il momento, a un istituto bancario. Lo scorso dicembre, la società ha raccolto un milione di euro da 360 Capital Partners e dai business angels Alexandre Prot, di Qonto, e Julien Lemoine, di Algolia.