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Fineco nel radar di Unicredit? Vola il titolo a piazza Affari

Mentre Unicredit affronta il lungo iter regolamentare che dovrà portare al consolidamento del controllo di Commerzbank, riaffiora un dossier che sembrava definitivamente archiviato: Fineco Bank. L’ipotesi è stata rilanciata da L’Economia del Corriere della Sera, secondo cui l’amministratore delegato della banca milanese, Andrea Orcel,  starebbe valutando le possibili mosse per rafforzare ulteriormente il presidio nel wealth management e nella consulenza finanziaria, attività considerate sempre più centrali nella strategia di crescita del gruppo.

Le occasioni mancate sul mercato italiano

Secondo la ricostruzione del settimanale, il 5 giugno l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, avrebbe informato telefonicamente Orcel dell’imminente lancio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio su Monte dei Paschi di Siena, annunciata due giorni dopo. Un gesto improntato alla correttezza istituzionale, ma che avrebbe sancito per UniCredit la perdita di un altro potenziale obiettivo di consolidamento sul mercato domestico.
Già nel 2025, ricorda il Corriere, il gruppo aveva visto sfumare anche la possibilità di intervenire sulla Popolare di Sondrio, poi confluita nell’orbita di Bper. Due operazioni che hanno progressivamente ridotto le opportunità di crescita per linee esterne in Italia.

Parallelamente UniCredit ha proseguito il rafforzamento in Germania. Il 3 luglio la partecipazione in Commerzbank è salita al 49,65% del capitale. L’operazione non esaurirebbe tuttavia le ambizioni di Orcel sul mercato domestico. Con un Cet1 ratio post-operazione stimato intorno al 12,5%, a fronte di un requisito Bce del 10,2%, UniCredit disporrebbe infatti di un buffer patrimoniale sufficiente per valutare ulteriori acquisizioni.

Perché Fineco è tornata strategica

Sempre in base a quanto riporta il settimanale del Corriere, le principali opzioni sarebbero Banca Generali, Banco Bpm e Fineco Bank. Ma il dossier ritenuto più interessante riguarda proprio Fineco.

Per UniCredit si tratterebbe di un ritorno: l’istituto ha infatti fatto parte del gruppo fino al 2019, quando l’allora amministratore delegato Jean Pierre Mustier completò la cessione della quota residua del 35,1%, incassando circa 2,1 miliardi di euro. Quella decisione rispondeva all’esigenza di rafforzare il capitale della banca, ma negli anni successivi è stata riletta in modo diverso alla luce della crescita del mercato del risparmio gestito. Lo stesso Orcel non ha mai nascosto di considerare quella dismissione una scelta poco lungimirante.

Negli ultimi anni Fineco ha consolidato il proprio ruolo come una delle principali piattaforme italiane di consulenza finanziaria, grazie a un modello fortemente digitalizzato, a una clientela patrimonialmente evoluta e a una rete di consulenti altamente produttiva. La banca è oggi una public company senza azionista di riferimento, guidata dall’amministratore delegato Alessandro Foti, con una capitalizzazione di mercato vicina ai 14 miliardi di euro. La quota ceduta da UniCredit nel 2019 avrebbe oggi un valore superiore ai 4,8 miliardi.
Un eventuale ritorno di Fineco nell’orbita del gruppo consentirebbe inoltre di rafforzare la presenza nel segmento affluent e private, riducendo la dipendenza dalla partnership con Amundi nella gestione del risparmio e accelerando lo sviluppo della piattaforma proprietaria Onemarkets.

Il nodo dell’integrazione

L’operazione presenterebbe tuttavia anche alcune criticità. La principale riguarda l’integrazione tecnologica. Fineco dispone infatti di una piattaforma informatica sviluppata internamente, considerata uno dei principali punti di forza della banca ma anche un sistema complesso da integrare con architetture esterne.
Resta inoltre il tema della valutazione economica. L’elevata capitalizzazione di Borsa rende l’operazione potenzialmente onerosa e rappresenta probabilmente il principale elemento di riflessione per il management di Piazza Gae Aulenti.

Vola il titolo a piazza Affari

Le indiscrezioni sono intanto state accolte positivamente dal mercato. In mattinata, Fineco ha guadagnato circa il 2%, mentre UniCredit ha ceduto lo 0,6%, riflettendo la cautela del mercato rispetto ai possibili costi di un’eventuale acquisizione. nel frattempo, gli analisti di Banca Akros hanno confermato il rating”Accumulate” su Fineco, con un prezzo obiettivo di 24 euro. Per gli esperti, queste indiscrezioni rappresentano un elemento di sostegno all’appeal speculativo di Fineco, hanno spiegato gli analisti.