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Fineco alzerà il velo sul piano industriale il 4 marzo: cosa aspettarsi

Fineco si prepara a entrare in una nuova fase del proprio percorso industriale. Il piano industriale al 2029, che sarà presentato al mercato il prossimo 4 marzo, nasce dall’esigenza di formalizzare obiettivi di espansione e ritorno per gli investitori in un contesto che il gruppo considera particolarmente favorevole ai grandi cambiamenti strutturali in atto. In un’intervista rilasciata a ClassCNBC, l’amministratore delegato Alessandro Foti ha indicato come la banca abbia raggiunto una diversa scala di crescita, sostenuta da un posizionamento ritenuto coerente con le principali trasformazioni del settore.

Tecnologia e consulenza come motori del modello

Al centro della strategia della banca milanese resta l’integrazione tra consulenza finanziaria e infrastruttura tecnologica proprietaria. Foti ha spiegato a ClassCNBC che la capacità di coniugare piattaforma digitale avanzata e servizio consulenziale rappresenta la base su cui la banca intende costruire la crescita futura, anche in un contesto in cui l’accesso alle informazioni finanziarie è sempre più immediato e gli strumenti di analisi – inclusi quelli basati sull’intelligenza artificiale – rendono più semplice confrontare costi e performance.
Questo scenario, secondo la visione del gruppo, spinge il settore verso modelli fondati su efficienza, chiarezza dei costi e convenienza per il cliente. Allo stesso tempo, il massiccio trasferimento di ricchezza tra generazioni in corso in Italia – particolarmente rilevante nel segmento private – crea nuove esigenze di gestione patrimoniale, rafforzando la domanda di consulenza strutturata.

L’espansione internazionale e la piattaforma paneuropea

Tra i pilastri del piano figura l’accelerazione del percorso di internazionalizzazione. Fineco prevede di lanciare tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 una piattaforma paneuropea che offrirà accesso ai servizi di brokerage e a soluzioni di investimento prevalentemente basate su ETF.

Secondo quanto indicato dall’amministratore delegato a ClassCNBC, il principale vantaggio competitivo risiede nella natura tecnologica del gruppo. La banca si considera a tutti gli effetti una società di tecnologia finanziaria, capace di entrare in nuovi mercati sfruttando il passaporto europeo e la scalabilità dell’infrastruttura italiana, con un incremento limitato dei costi fissi. L’espansione oltre confine sarà quindi guidata da un modello operativo leggero, pur mantenendo l’Italia come mercato con ampi margini di sviluppo.

ETF, strumenti chiave della consulenza evoluta

Un altro elemento centrale del piano riguarda il ruolo crescente degli ETF. Foti ha osservato a ClassCNBC che la diffusione di questi strumenti è destinata a proseguire, evidenziando come il mercato italiano presenti ancora margini di sviluppo rispetto ad altri Paesi europei.

“L’ondata degli Etf è solo all’inizio. L’Italia arriva un po’ in ritardo rispetto ad altri Paesi europei, dove tutto sta avvenendo più rapidamente. Circa il 70% dei flussi retail sugli Etf passano dalla nostra piattaforma” ha spiegato il manager, aggiungendo che questo risultato si lega al modello di consulenza a parcella adottato dal gruppo, in cui la remunerazione è esplicita e coerente con l’utilizzo di strumenti efficienti e a basso costo. Diversamente, nei modelli basati sulle retrocessioni, gli strumenti passivi offrono margini più contenuti.

Nella visione strategica della banca, gli ETF non sostituiscono il consulente ma ne costituiscono la base operativa. Foti ha spiegato a ClassCNBC che gli strumenti passivi rappresentano gli elementi costruttivi del portafoglio, mentre il consulente mantiene il ruolo di progettazione e allocazione complessiva.

Crescita organica e sviluppo della rete

Sul fronte commerciale, la banca continua a privilegiare l’espansione organica. Il reclutamento di consulenti non rappresenta la principale leva di crescita e la raccolta della rete deriva in larga misura da professionisti già stabilmente integrati nel modello Fineco. La strategia, secondo quanto indicato dall’amministratore delegato, resta orientata allo sviluppo interno e alla valorizzazione delle nuove generazioni di consulenti, evitando politiche retributive aggressive che potrebbero riflettersi sui costi per i clienti.

Infine, sul tema del consolidamento del sistema bancario, che continua a caratterizzare il dibattito del settore, la posizione del gruppo rimane prudente. Foti ha chiarito a ClassCNBC che, trattandosi di una public company, eventuali offerte verrebbero valutate dagli azionisti. La priorità del management resta tuttavia la crescita autonoma e la creazione di utili considerati di qualità e sostenibili nel tempo.