Fiat: calo immatricolazioni e quota di mercato in Italia

2 Marzo 2011, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) -A vvio in calo per l’azionario europeo sulla scia di Wall Street e dell’Asia e sulle tensioni crescenti in Medio Oriente e Nord Africa che impattano su quotazioni del greggio e inflazione. Fari accesi in questi giorni sul comparto auto sulla scia della diffusione dei dati relativi alle immatricolazioni di febbraio.

In Spagna, lo scorso mese è stata registrata una discesa delle vendite auto del 27,6% rispetto a un anno prima a 66.120 unità. Si tratta dell’ottavo mese consecutivo in rosso dopo l’eliminazione degli incentivi pubblici il luglio scorso. A gennaio il calo era stato del 23,5%. Situazione opposta in Francia, dove le vendite di auto sono salite del 13,7% a febbraio su base annua a 204.486 vetture, grazie agli effetti finali dello schema di incentivi che continua a sostenere la domanda. Lo schema è terminato a dicembre, ma le auto vendute con il bonus prima del 31 dicembre possono essere registrate fino a marzo.

PIAZZA AFFARI

Piazza Affari ha aperto in calo stamane, con l’indice FTSE/MIB in zona 22.000 pts. In Italia, diffuse ieri sera le immatricolazioni auto di febbraio, che hanno evidenziato un calo del 20,49% su anno a 160.329 veicoli. Il gruppo Fiat, che comprende i marchi Fiat, Alfa Romeo e Lancia, ha registrato a febbraio immatricolazioni per 45.527 veicoli con una flessione a/a del 27,09%. La quota di mercato si attesta al 28,39% dal 29,2% di gennaio e dal 30,97% di febbraio 2010. Di segno opposto la raccolta di ordini, che a febbraio si attesta a circa 168.000 vetture, in aumento del 15% rispetto al gennaio 2010.

Occhi puntati anche su Ansaldo Sts, che ha chiuso il 2010 con un utile netto di EUR 94,9 mln e ricavi in crescita del 9,2%. Per il 2011, la società prevede un fatturato compreso tra EUR1,28 mld e EUR1,36mld e nuovi ordini pari a EUR1,5-1,7 mld.

Focus anche sul comparto delle energie rinnovabili dopo che il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha detto che il governo, in occasione della riunione del Consiglio dei ministri di giovedì, confermerà gli incentivi al settore.

Fiat (EUR6,635): le immatricolazioni di auto in Italia hanno registrato a febbraio un calo del 20,49% su base annua; le vendite del Lingotto sono invece scese del 27,09%. A febbraio, le vendite Usa di Chrysler sono salite del 13% tendenziale e del 36% sul mese precedente. Il recente downgrade di S&P non avrà un impatto sulla capacità di finanziamento del gruppo torinese mentre, per quanto riguarda l’incremento dei prezzi del greggio, Fiat risulta tra i produttori europei meno colpiti.

Edison-A2A: slitta di una settimana, al 15 marzo, il consiglio di sorveglianza di A2A. La bozza di accordo prevede la trasformazione di Edison in una gas company controllata direttamente da EdF, conA2A e altre utility soci di minoranza

Finmeccanica (EUR9,15): attesi i i risultati del 2010.

Parmalat(EUR2,25): attesi i risultati del 2010.

Saipem (EUR36,61): gli analisti di Deutsche Bank hanno ridotto il target price da EUR44 a EUR42, il rating è buy.

Snam RG (EUR3,93): attesi i risultati del 2010.

Telecom Italia (EUR1,116): gli analisti di Citi hanno alzato il target price da EUR1,20 a EUR1,30, il giudizio è buy. Per le risparmio il target di prezzo sale da EUR1,02 a EUR1,15, il giudizio è sempre buy. Gli analisti di SocGen hanno alzato il target price da EUR1,20 a EUR1,35, il rating anche in questo caso è buy.

CAMBI E COMMODITIES

Sul mercato dei cambi, il dollaro recupera terreno nei confronti dell’euro,con il cambio in area 1,3770. Improbabile però, a detta degli operatori, un ulteriore deprezzamento dell’euro alla vigilia del consiglio Bce che si pronuncerà sui tassi, facendo il punto sulla situazione di inflazione e liquidità. Considerato il recente andamento dei prezzi al consumo, la prospettiva è che l’istituto centrale di Francoforte innalzi i toni sull’allarme per il costo della vita confermando la prospettiva, di cui beneficia la valuta, di un prossimo ritocco all’insù per i tassi di riferimento europei.

Nell’audizione di ieri alla commissione bancaria del Senato il numero uno Fed Ben Bernanke ha parlato di prove sempre più evidenti che la crescitaUsa sia in grado di autoalimentarsi ma, allo stesso tempo, ha riconosciuto l’eccessiva debolezza del mercato del lavoro.

Sul fronte delle commodities, negli ultimi scambi sulla piazza asiatica i derivati sul greggio si muovono in rialzo di circa mezzo dollaro, tornando a superare la barriera dei USD 115,0 al barile, a poca distanza dal record degli ultimi due anni e mezzo. Oltre al permanere delle tensioni geopolitiche in Nord Africa e Medio Oriente, a monte della nuova accelerazione dei prezzi sta l’inatteso decumulo delle scorte Usa fotografato dai dati Api di ieri. In arrivo oggi quelli dell’Eia.

OBBLIGAZIONI E MONETARIO

Avvio di seduta con un marcato segno più per i derivati sui governativi tedeschi, premiati dal clima di crescente tensione in Nord Africa e Medio Oriente che rende più attraenti gli investimenti rifugio. A contenere l’impostazione rialzista l’attesa per il consiglio Bce, che si pronuncerà domani sui tassi facendo il punto sulla situazione di inflazione e liquidità. Prosegue sul fronte del primario l’attività della Zona Euro, con Berlino che offre 5 mld di Bobl febbraio 2016. Dopo Belgio, Austria e Olanda, questa settimana tocca anche a Spagna e Francia.

MACROECONOMIA

Dopo il dato finale sui prezzi al consumo di gennaio diffuso lunedì e risultato leggermente al di sotto della prima lettura e la stima flash perfebbraio comunicata ieri a 2,4%, Eurostat pubblica oggi la statistica sui prezzi alla produzione dell’Area Euro a gennaio (atteso +1%).

Negli Stati Uniti sono invece in arrivo le cifre sugli occupati del settore privato in febbraio, che tendono ad anticipare quelle più generali sull’occupazionenell’intero non agricolo previsti venerdì. Le attese sono per 175.000 nuovi posti di lavoro contro i 185.000 di gennaio. Alle 20:00 è inoltre previsto il Beige Book della Fed.

In Giappone, il governatore di Banca del Giappone Masaaki Shirakaw aspiega al parlamento che l’istituto centrale non può gestire la politica monetaria con l’unico scopo di generare inflazione, sostenendo che primo obiettivo da perseguire è invece il raggiungimento di una crescita economica sostenibile. Shirakawa torna inoltre a escludere l’ipotesi di acquisti diretti di titoli di Stato da parte della banca centrale.

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